Identità, diritti, formazione del pensiero, governance delle nostre vite personali e professionali: sempre più aspetti della quotidianità dipendono ormai da poche piattaforme extraeuropee dal potere pressoché illimitato,che cercano di accaparrarsi il trono della sovranità digitale a colpi di connettività e codice binario. Una realtà ma anche un’urgenza dalla quale è ancora possibile difendersi grazie una cooperazione che dovrà vedere coinvolti più attori del panorama nazionale e internazionale.
È lo spunto da cui parte una lunga riflessione che coinvolge il Dott. Arturo Di Corinto, consigliere ACN per cybersicurezza e IA, e l’Avv. Andrea Lisi, ospitata sulle pagine di Cybersecurity360. Nello specifico, l’Avv. Lisi porta la riflessione oltre la dimensione geopolitica, mettendo a fuoco quanto la dipendenza tecnologica da Big Tech incida direttamente sulla vita di cittadini, professionisti e imprese.
Un feudalesimo digitale che riguarda tutti
Per l’Avv. Lisi, la vera posta in gioco non è astratta. Quando un servizio “globale” si interrompe per una decisione politica improvvisa, emerge una dipendenza da provider che governano territori senza confini, in un vero e proprio feudalesimo digitale di cui cittadini, professionisti e PA sono, di fatto, sudditi (o meglio, vassalli). Un rischio che si aggrava quando si delegano decisioni personali a sistemi che si comportano come oracoli, capaci di orientare scelte e comportamenti attraverso una profilazione granulare costruita nel tempo.
Dalla sovranità di facciata a una sovranità sostanziale
Secondo l’Avv. Lisi, la reazione europea allo strapotere delle Big Tech si è tradotta soprattutto in produzione normativa, senza una risposta culturale e organizzativa capace di offrire alternative reali. Le soluzioni a queste annose questioni, però, devono passare da una compliance sostanziale: qualificare come essenziali i servizi extra-SEE da cui dipendono diritti fondamentali, sottoporli a verifiche rigorose e pretendere garanzie contrattuali “by design”, riequilibrando un rapporto oggi completamente sbilanciato a favore dei grandi fornitori.
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Foto di copertina: Pexel