Digital Omnibus e sanità digitale: la proroga non è un liberi tutti. Il commento dell’esperto

Le nuove scadenze dell’AI Act sono davvero una tregua per chi lavora con l’intelligenza artificiale in ambito sanitario? È la domanda che si impone dopo la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 24 luglio 2026, del Regolamento (UE) 2026/1744, il cosiddetto Digital Omnibus sull’IA, che modifica l’AI Act intervenendo su alcune delle sue tempistiche applicative. Il rischio, però, è che il dibattito pubblico si fermi alla superficie dei rinvii, senza cogliere il vero significato della riforma: non un alleggerimento della compliance, ma la conferma che la vera sfida europea è armonizzare normative diverse che insistono sugli stessi sistemi digitali.

Di questo ha parlato l’Avv. Andrea Lisi nella sua Newsletter di Linkedin, “Appunti di ICT Law”, prendendo spunto anche dai contenuti del recente webinar sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano – Osservatori Digital Innovation, e guardando già ai Laboratori formativi e ai panel divulgativi dedicati al Digital Health in programma al DIGEAT Festival, a Lecce dal 5 all’8 novembre 2026.

Le proroghe non sono un’esenzione: il caso della sanità digitale

“Occorre innanzitutto chiarire un equivoco: l’AI Act non è stato sospeso. Da tempo sono già pienamente applicabili i divieti previsti dall’art. 5, gli obblighi di alfabetizzazione (AI Literacy) previsti dall’art. 4 e una parte significativa della governance europea dell’intelligenza artificiale. È vero che l’unica vera novità che entrerà in applicazione il prossimo 2 agosto riguarda principalmente gli obblighi di trasparenza previsti dall’art. 50, mentre alcune misure tecniche relative all’etichettatura dei contenuti generati artificialmente sono state ulteriormente differite di qualche mese. […] Ma sarebbe un errore interpretare queste proroghe come un invito ad attendere. Al contrario: proprio il Digital Omnibus conferma che la vera sfida europea è costruire una maggiore armonizzazione tra normative diverse che insistono sugli stessi sistemi digitali. Il caso della sanità digitale è emblematico. Un dispositivo medico che incorpora funzionalità di intelligenza artificiale non è soggetto soltanto all’AI Act, ma anche al GDPR, al Regolamento MDR e/o IVDR, alle regole di cybersicurezza e, ove ne ricorrano i presupposti, agli obblighi derivanti dalla NIS2 […]. La priorità attuale non è rincorrere le scadenze dell’AI Act, ma iniziare da subito a costruire una Digital Compliance integrata, capace di leggere in maniera coordinata le diverse normative che impattano sui processi digitali. […] Di tutto questo parleremo nei Laboratori formativi dedicati e nei numerosi panel divulgativi durante il Digeat Festival che si terrà a Lecce dal 5 all’8 novembre“.

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Foto di copertina: Pexel