Cosa dobbiamo aspettarci dall’anno che verrà? Nel pieno del caos normativo a cui stiamo assistendo ormai da diversi anni, sorge spontaneo chiedersi quale sarà il futuro della digitalizzazione, in un contesto sempre più vocato alla complessità e alla ricerca di dettagli dalla dubbia utilità.
Per inaugurare il nuovo anno, l’Avv. Andrea Lisi è intervenuto nuovamente sulla sua Newsletter di Linkedin, “Appunti di ICT Law”, per fare una breve riflessione su ciò che sta accadendo nell’universo digitale e ciò che possiamo aspettarci in futuro.
Riflessioni di inizio anno per aiutare a sopravvivere nel diluvio normativo in materia IT
“Più leggo il diluvio normativo europeo in materia di innovazione digitale e più finisco per riflettere su una guerra impari, giocata alla rinfusa, con mezzi sostanzialmente inappropriati per poterla portare avanti con successo. Oggi un qualsiasi prestatore/fornitore di prodotti o servizi che voglia muovere i suoi passi lungo gli sterminati binari digitali finisce per incrociare diverse sigle, spesso applicabili contemporaneamente: GDPR, eIDAS, AI Act, Data Act, DMA, DGA, DSA, NIS, CRA, DORA, CybersecurityAct, GPSR, MDR e così via… – ha affermato l’Avv. Andrea Lisi. “Queste normative vorrebbero regolare verticalmente specifici settori, differenziando dati personali e non personali, ma anche intervenire orizzontalmente, come nel caso di prodotti vendibili on line (attraverso e-commerce o e-marketplace). Ma pensare di operare queste complesse differenziazioni su scala europea in un mondo globale e totalmente digitalizzato, mi appare una sfida persa in partenza e dettata solo da uno sgomento determinato da uno sguardo ancora incredibilmente miope verso un mondo che si sta (straordinariamente) scoprendo solo oggi dalla politica legislativa.
[…] Mi sono formato e sono cresciuto in “punto di diritto” tanti anni fa con “piccole norme” come la direttiva 2000/31/CE, la Direttiva 2001/95/CE o il Decreto legislativo 196/2003. Norme (per fortuna) incomplete, che favorivano l’interpretazione e l’applicazione elastica, guardando a una necessaria crescita di competenze, prassi, consapevolezza diffusa. Oggi si fa esattamente l’opposto, avventurandosi in un vortice di sistemi normativi complessissimi, vocati all’inestricabile dettaglio e di contorta applicazione. […] Credetemi, di rivoluzionario c’è pochissimo rispetto al passato in ognuna di queste legislazioni e tutte poi aspirano a processi di trasparenza informativa e a una formazione diffusa, unica chiave di possibile lettura e garanzia per i cittadini di un mondo digitale.”
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