Uno spazio libero, informale e critico: vi presentiamo una nuova puntata di “Lo ho-BIT”, il programma ideato e condotto dall’Avv. Andrea Lisi, ospitato da Movimento Roosevelt su MRTV.
Nella trentasettesima puntata, l’avv. Andrea Lisi, insieme agli avv.ti Pelino e Fulco, spiegano le ragioni alla base dell’esposto inviato al Garante, firmato da circa 300 giuristi. Seppur previsto dalla normativa europea, il Green pass è stato snaturato dal nostro Stato ed utilizzato in maniera distorta, una scorciatoia per imporre il vaccino attraverso strade alternative a ciò che prevede la Costituzione. La seconda parte dell’evento, invece, sarà dedicata all’ennesimo stato di emergenza.
Si poteva ottenere lo stesso risultato senza utilizzare strumenti eccezionali?
Come in Cina
Se questa situazione fosse capitata tre o quattro anni fa, l’avremmo giudicata impossibile – afferma l’avv. Enrico Pelino – è una situazione molto simile a un sistema sperimentato in Cina: i cittadini sono controllati ad ogni angolo di strada e possono svolgere determinate attività (che tocca diritti e libertà degli interessati) a seconda che abbiano un QR code che glielo permette. Questo è uno scenario pazzesco.
Come giustificare tutto ciò? Nelle norme troviamo una finalità che poi è contraddetta dai fatti.
Due pesi e due misure
L’esposto è stato un atto dovuto: passiamo gran parte del nostro tempo a dire ai nostri Clienti che le cose vanno fatte in un certo modo, devono rispettare i diritti, le libertà e determinati principi. Se non lo fanno subiscono sanzioni. Per noi firmatari dell’esposto – dichiara l’avv. Diego Fulco – non è accettabile che lo Stato non rispetti le regole che impone alle organizzazioni e ai cittadini.
Per far pronte al problema della pandemia si è scelto di utilizzare una soluzione surrettizia senza affermare il suo vero scopo. Se un’azienda imponesse così l’obbligo vaccinale sarebbe senz’altro pesantemente sanzionata.
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