IA in sanità: l’utilizzo consapevole passa da regole chiare e formazione mirata

L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha recentemente definito un piano strategico per incentivare un uso innovativo e responsabile dei dati e dell’intelligenza artificiale nell’ambito della regolamentazione dei farmaci, sia per uso umano che veterinario. Questo piano include una roadmap triennale focalizzata su gestione, analisi e condivisione dei dati, con particolare attenzione alla sicurezza dei pazienti e al rispetto dei principi etici.

L’Avv. Andrea Lisi è intervenuto in un nuovo articolo rilasciato su Bee Sanità Magazine per parlare dell’impiego dell’IA in ambito medico, riportando l’attenzione anche sui potenziali rischi connessi al suo utilizzo.

Le potenzialità dell’IA in medicina: le prospettive per medici e cittadini

Grazie al nuovo piano di lavoro, a una regolamentazione chiara sull’utilizzo dei dati e degli strumenti di IA, sarà possibile pensare a una sanità più responsabile, sicura ed etica. È fondamentale, però, che le decisioni continuino ad essere prerogativa dei medici, chiamati a considerare le tecnologie digitali come strumenti di supporto e non come guide cieche e incontrollate. Allo stesso tempo, i pazienti potranno beneficiare di una maggiore tutela, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei dati personali e la privacy. La grande produzione normativa a cui stiamo assistendo e che si sta occupando di regolamentare anche l’utilizzo dell’IA, non deve però sfociare in una pericolosa ipertrofia che renda impraticabile l’utilizzo di dati sensibili, il cui accesso deve essere sempre garantito nel rispetto di alcuni principi indispensabili come l’integrità, interoperabilità e la sicurezza del dato.

Il ruolo chiave della formazione

Per sfruttare fino in fondo le opportunità offerte dall’IA in medicina, sarà fondamentale sviluppare una formazione continua e qualificata per tutti i professionisti del settore (e non solo), percorsi che includano anche gli aspetti più etici e responsabili dell’uso di tali strumenti, da aprire anche ai cittadini affinchè comprendano appieno l’importanza e la cura dei loro dati. Le competenze digitali si rivelano, dunque, le chiavi necessarie per trattare con la dovuta sensibilità le informazioni cliniche, specialmente se arricchite con conoscenze etiche e filosofiche, secondo una visione sempre più interdisciplinare. In questo senso, l’AI and Data Ethics Compliance (AIDEC) Manager che la Digitalaw si occuperà di formare e certificare anche grazie alla collaborazione con lo Studio Legale Lisi, assumerà un’importanza sempre più cruciale.

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