Quando la gogna online corre più veloce della verità. Il commento dell’esperto sul caso del rider investito a Lecce

Bastano poche ore, oggi, perché una notizia non ancora verificata si trasformi in una sentenza pubblica senza appello. Un imprenditore, un rider e una ricostruzione dei fatti che cambia radicalmente nel giro di pochi giorni: è quanto accaduto a Lecce poche settimane fa, dove un episodio di cronaca locale si è trasformato in un caso nazionale prima ancora che gli organi competenti potessero accertare come fossero realmente andate le cose.

Da questa vicenda parte una riflessione firmata dall’Avv. Andrea Lisi, ospitata sul Blog de Il Fatto Quotidiano, che va oltre il singolo fatto di cronaca per interrogarsi su un tema molto più ampio e ormai strutturale: il rapporto sempre più fragile tra informazione, social media e opinione pubblica, in un contesto in cui la velocità della rete ha superato quella della verifica.

Un processo chiuso, prima della verifica dei fatti

Il caso raccontato dall’Avv. Lisi parte da una narrazione mediatica inizialmente netta, rilanciata rapidamente da stampa locale e nazionale e capace di scatenare in poche ore un’ondata di indignazione online, fatta di insulti, accuse pubbliche e appelli al boicottaggio. Solo nei giorni successivi sono emersi elementi, comprese immagini di videosorveglianza, che restituiscono una ricostruzione dei fatti sensibilmente diversa da quella iniziale. Il punto, dunque, non è stabilire come siano andate realmente le cose, compito che spetta agli organi competenti, ma osservare che nel tempo necessario a fare chiarezza, la sentenza social era già stata pronunciata.

L’assenza del dubbio, vera emergenza culturale

Al centro della riflessione dell’Avv. Lisi c’è un’analisi che va oltre il singolo episodio: la pressione della velocità e dell’engagement rischia sempre più spesso di comprimere la fase di verifica che dovrebbe restare il cuore del lavoro giornalistico. Non si tratta, sottolinea Lisi, di negare il diritto di cronaca, ma anzi, proprio perché essenziale in una società democratica, quel diritto richiede una crescente assunzione di responsabilità. La vera emergenza del nostro tempo, per l’Avv. Lisi, non è la mancanza di informazioni, ma l’assenza del dubbio: la sostituzione sistematica della verifica con la reazione immediata.

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Foto di copertina: Pexel