Il percorso verso una regolamentazione efficace delle numerose innovazioni tecnologiche odierne, appare sempre più tortuoso e complesso. Le difficoltà sono accentuate dall’intensa attività legislativa che sembra aver spostato il proprio focus su dettagli dalla dubbia utilità e su dibattiti sterili legati alle mode del momento, quasi dimenticando quei principi fondamentali che dovrebbero guidarci, la cui interpretazione deve restare sempre in capo a professionisti esperti e preparati.
Attraverso una grande lente di ingradimento sull’attualità, l’Avv. Andrea Lisi ha voluto riflettere, nel suo ultimo appuntamento con la sua Newsletter di Linkedin “Appunti di ICT Law”, su quanto sta accadendo nel mondo del web, invitando a non lasciarsi travolgere dai facili innamoramenti.
Regolamentare contrattualmente l’IA per infondere fiducia
“I sistemi di IA restano nient’altro che sofisticate soluzioni software poggiate su piattaforme cloud e, quindi, essi sommano al loro interno le problematiche giuridiche e contrattuali dello sviluppo e del mantenimento di software, intrecciandosi con questioni di security e privacy (intesa quest’ultima come protezione dei dati personali che possono essere trattati all’interno di tali soluzioni). L’architettura contrattuale è da tempo nota, quindi, a noi studiosi della materia, pur nella sua atipicità, e le stesse clausole su cui confrontarsi sono sempre quelle proprie di chi conosce da tempo la contrattualistica informatica e telematica. Anche l’impianto giuridico su cui poggiare le fondamenta di una soluzione IA si dipana all’interno di principi generali (e di buon senso) che da tempo animano (o dovrebbero animare) le architetture digitali. La bussola per chi si occupa di queste questioni dovrebbe pertanto rimanere una accurata preparazione giuridica con esperienza acquisita nella contrattualistica, sommate -se possibile- a una dimestichezza verso i tecnicismi informatici e la data protection.” Anche quando si parla di nuove tecnologie, i principi fondamentali devono restare le nostre uniche bussole orientative da applicare con logica e buon senso a ciò che si va costruendo lungo le onde digitali che sembrano investirci. Anche questo contribuisce ad accrescere la fiducia nei confronti dell’universo digitale, come ha cercato di raccontare il nuovo numero della Rivista DIGEAT e un contributo che lo stesso Avv. Lisi ha prodotto sul tema.
Nuovi paradigmi per interpretare le complessità del web
L’innovazione tecnologica non può concentrarsi esclusivamente sulla correttezza degli algoritmi e su meri tecnicismi. Ad oggi è importante guardare alle tecnologie in senso più ampio, in considerazione del loro forte impatto sulla nostra quotidianità. Per questo è fondamentale fare nostri nuovi metodi e nuove interpretazioni in grado di fornire una lente di ingradimento attenta e profonda sull’attualità, come intende fare il paradigma dell’Intelligenza integrale che mira a offrire una chiave di lettura sociale, etica e culturale all’innovazione digitale. Un nuova strada che ci permetterà di riprendere in mano quell’intelligenza artigianale di cui oggi se ne sente così tanto il bisogno.
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