Cartelle esattoriali con l’IA: il contraddittorio è escluso. Ecco come può nascere l’algocrazia

Se dei sistemi automatizzati (o semi automatizzati) decidono ruoli e cartelle dell’Agenzia delle Entrate, non ci sarà modo, per i contribuenti, di chiederne le ragioni. È quanto stabilito dal nuovo decreto del Ministero delle Finanze che ha escluso la possibilità di contraddittorio per tutta una serie di atti emessi in automatico del Fisco.

Una notizia che ha fatto strabuzzare gli occhi anche ai più increduli, incerti se ciò sia il preludio di un possibile scenario distopico. Tuttavia, c’è chi per fortuna ha già iniziato a sollevare i primi dubbi di incostituzionalità, evidenziando un chiaro contrasto anche con alcuni principi cardine del GDPR che invece dovrebbero guidare tutte le scelte normative.

È ciò che ha sottolineato l’Avv. Andrea Lisi in un’attenta analisi rilasciata sulle pagine di Agenda digitale.

Il decreto

Con DMEF del 24 aprile 2024 (in GU Serie Generale n.100 del 30-04-2024) è stato escluso il principio generale del contraddittorio per ruoli e cartelle di pagamento, per accertamenti parziali e atti di recupero predisposti esclusivamente sulla base di incrocio di dati, atti di accertamento per mancato pagamento delle tasse automobilistiche e tutti quegli atti automatizzati e sostanzialmente automatizzati elencati nell’art. 2 del decreto ministeriale.
In tutti questi casi, il contribuente non potrà quindi chiederne le ragioni tramite una procedura di precontenzioso ma potrà solo solo impugnarli davanti alla giustizia tributaria.

L’importanza di rafforzare, mai di limitare

A prescindere dalla questione dell’incostituzionalità, è il principio di fondo del decreto a preoccupare: il palese contrasto non solo con lo spirito antropocentrico che promette di animare l’AI Act ma anche con l’art. 22 del GDPR che disciplina i processi decisionali automatizzati relativi a persone fisiche.
In sostanza, non è limitare l’utilizzo dei sistemi di IA, come qualcuno potrebbe pensare, la soluzione a simili questioni ma imparare ad avvalersi di tali strumenti nel pieno rispetto dei diritti e libertà fondamentali dei cittadini, seguendo stringenti norme di data protection e security.

 

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