Green Pass negli Istituti scolastici: il Parere del Garante

In questi ultimi giorni sono venute alla luce diverse ipotesi e contraddizioni dell’uso dell’App VerificaC19 in ambito scolastico; talvolta si è ipotizzato anche l’uso di soluzioni improvvisate da parte degli Istituti scolastici.

L’ inizio del nuovo anno scolastico ed accademico è ormai alle porte e gli istituti scolastici sono pronti ad improvvisare soluzioni al fine di dare seguito all’obbligo della verifica del Green Pass di personale e studenti over 12.

Il Parere dell’Autorità Garante

In data 31 agosto 2021 il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che introduce modalità semplificate di verifica delle certificazioni verdi del personale scolastico differenti da quelle previste dall’App VerificaC19.

Il Garante sottolinea la necessità di raccogliere solo i dati strettamente necessari all’applicazione delle misure previste.

I soggetti deputati al controllo potranno accedere ai soli dati riguardanti le certificazioni Covid-19 e al fine di evitare abusi, il Garante ha suggerito la registrazione dei log con conservazione massima di dodici mesi; tuttavia, non dovranno conservare traccia dell’esito delle verifiche.

Inoltre, è previsto che la valutazione di impatto, effettuata dal Ministero della Salute, relativa ai trattamenti connessi all’emissione e alla verifica delle certificazioni verdi Covid-19, sia integrata e aggiornata tenendo conto degli specifici scenari di rischio legati ai dati sanitari di circa un milione di lavoratori della scuola.

Il D.P.C.M tanto discusso è quello del 17 giugno 2021 concernente “Modalità di interazione tra il Sistema informativo dell’istruzione-Sidi e la Piattaforma nazionale-DGC per il controllo semplificato del possesso della certificazione verde Covid-19 da parte del personale scolastico” (artt. 2 e 4); l’obiettivo era quello di definire un’apposita funzionalità della Piattaforma nazionale-DGC che, attraverso il Sistema informativo dell’istruzione-Sidi, consenta agli Uffici scolastici regionali e alle scuole statali del sistema nazionale di istruzione la verifica quotidiana del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in corso di validità.

Dal punto di vista della privacy

In relazione al trattamento dei dati personali l’Autorità Garante si era precedentemente espressa con il doc. web n. 9683814, ma anche, più in generale, provvedimento n. 198 del 13 maggio 2021 – Documento di indirizzo “Vaccinazione nei luoghi di lavoro: indicazioni generali per il trattamento dei dati personali”, doc. web n.9585300, documento di indirizzo “Protezione dei dati – Il ruolo del medico competente in materia di sicurezza sul luogo di lavoro, anche con riferimento al contesto emergenziale”, doc. web n. 9585367, e FAQ in materia di “Trattamento di dati relativi alla vaccinazione anti Covid-19 nel contesto lavorativo”, doc. web n. 9543615.

In particolare, con i provvedimenti summenzionati si sottolinea che la finalità di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro afferisce, tipicamente, all’adempimento degli obblighi in materia di diritto del lavoro, che legittimano il trattamento di dati personali dei dipendenti da parte del datore di lavoro (artt. 5, 6, par. 1, lett. c), 9, par. 2, lett. b), e 88 Regolamento) e del medico competente (art. 9, parr. 2, lett. h), e 3, del Regolamento, ciascuno nell’ambito dei differenti compiti ed entro i precisi limiti fissati dalla legge. Ciò anche nel quadro delle disposizioni nazionali più specifiche e di maggior tutela che garantiscono la dignità e la libertà del dipendente nel contesto lavorativo (artt. 88 del Regolamento e 113 del Codice Privacy).

Il denominatore comune da tenere sempre in considerazione è definito dall’applicazione delle misure tecniche ed organizzative adeguate ai dati trattati.

Ad oggi, l’obbligo del green pass è oggetto di molteplici polemiche nonostante l’aspetto giuridico sembra avere una linea comune. Lo stesso Tar del Lazio, recentemente, con i decreti monocratici nn.4531/2021 e 4532/2021 ha respinto le istanze dei ricorrenti che chiedevano di sospendere tutti i provvedimenti adottati dal ministero dell’Istruzione con cui è stata stabilita la disciplina in materia di possesso di certificazione anti-Covid del personale scolastico. Risulta, quindi, corretto sospendere dal lavoro e dallo stipendio i docenti sprovvisti di Green Pass.

Conclusioni

Il diritto a non vaccinarsi non può essere considerato assoluto, non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile, soprattutto perché è un diritto che deve essere razionalmente correlato e contemperato con gli altri fondamentali “quali quello attinente alla salute pubblica a circoscrivere l’estendersi della pandemia e a quello di assicurare il regolare svolgimento dell’essenziale servizio pubblico della scuola in presenza” .

In relazione al numero di dipendenti di ciascuna istituzione scolastica, potrebbero determinarsi, soprattutto nei momenti di inizio e fine delle lezioni, rallentamenti nelle operazioni materiali di verifica della validità della certificazione, un problema non di poco conto; ma tale criticità non può essere ovviata con il ricorso all’autocertificazione da parte dell’interessato, in quanto la norma vigente prevede che la certificazione verde COVID-19 sia posseduta ed esibita.

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Il Regolamento Europeo sancisce un obbligo di formazione in capo ad imprese e PA in materia di protezione di dati personali. Tutte le figure inserite all’interno dell’organizzazione (dipendenti e collaboratori) devono essere adeguatamente formate al fine di acquisire un quadro generale sui principali adempimenti previsti e conseguentemente avviare un piano di assessment per la propria struttura in modo da essere coinvolte nelle attività di trattamento di dati personali.