No sapiens: il sistema fondato sull’algoritmo elimina l’uomo? – Rivedi la puntata di Lo ho-BIT

Uno spazio libero, informale e critico: vi presentiamo una nuova puntata di “Lo ho-BIT”, il programma ideato e condotto dall’Avv. Andrea Lisi, ospitato da Movimento Roosevelt su MRTV.

In una società sempre più complessa, sia i privati che i governi sono assetati dei nostri dati: i primi li chiedono per consentirci di partecipare a forme di condivisione (es. social) al fine di trarre un profitto, i secondi per assumere decisioni che hanno un impatto su noi cittadini. Il problema è sempre lo stesso: soggetti provati e pubblici che assumono decisioni tramite macchine e algoritmi nella piena inconsapevolezza di noi cittadini.

Quali i pericoli?

Nella puntata di apertura dell’anno, l’Avv. Andrea Lisi discute di questi temi insieme all’Ing. Federico Cabitza, Professore di interazione uomo-macchina Università di Milano Bicocca, la Dott.ssa Isabella Corradini, psicologa sociale e del lavoro ed esperta di sicurezza informatica del Centro Ricerche Themis, e il Dott. Edoardo Limone, ICT & Cyber Security expert.

 

Cultura anziché paura

La paura è un sentimento che non va coltivato – dichiara l’Ing. Federico Cabitza – occorre coltivare la sensibilità, la consapevolezza e la cultura informatica. Quando si parla di macchine si parte già con il piede sbagliato, in realtà non dovremmo parlare di dittatura degli algoritmi, ma di dittatura attraverso gli algoritmi.

Garantire la trasparenza

Secondo il dott. Limone, si dovrebbe analizzare il mondo degli algoritmi dall’ottica delle problematiche sotto tre diversi piani: socio – giuridico, di sviluppo e degli utilizzatori.

È importante che gli algoritmi che influenzano la vita quotidiana dei cittadini siano noti e trasparenti alle autorità, si suppone che queste ultime debbano difendere il diritto della privacy del cittadino, nonché quello della corretta comunicazione – dichiara il Dott. Limone – i software non sono perfetti e non lo saranno mai, figuriamoci il caso degli algoritmi. Infine, non sottovalutare il punto di vista degli utilizzatori. Anche se l’algoritmo è scritto in maniera perfetta, i suoi effetti cambiano da utilizzatore a utilizzatore (si pensi al caso di  Alexa sfida una bimba a inserire una moneta nella presa elettrica).

Capire il ruolo degli algoritmi

È sicuramente necessario che le autorità pubbliche controllino questi sistemi e siano consapevoli del loro funzionamento, ma occorre considerare la questione da una diversa prospettiva. Non è una sfida tra persone e algoritmi – dichiara la dott.ssa Corradini – ma capire il ruolo che gli algoritmi hanno nella società e sta all’intelligenza umana capirlo e sfruttarlo a proprio vantaggio.

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