La corsa all’oro digitale tra regressione e progresso – Rivedi la puntata di Lo ho bit

 Uno spazio libero, informale e critico: vi presentiamo una nuova puntata di “Lo ho-BIT”, il programma ideato e condotto dall’Avv. Andrea Lisi, ospitato da Movimento Roosevelt su MRTV.

Nella trentaquattresima puntata, l’Avv. Andrea Lisi discute con due attente interpreti della realtà digitali, l’Avv. Luisa Di Giacomo e la Dott.ssa Mara Mucci, dell’influenza della tecnologia nella nostra società e dei possibili rischi con cui – in futuro – potremmo fare i conti.

 

Protezione dei dati vs vita di tutti i giorni

Sempre più si parla di robotica, di Intelligenza artificiale, blockchain o di smart cities: termini relativamente nuovi che sono entrati in maniera impetuosa nel nostro quotidiano. Tutto questo ha un impatto forte molto sulla protezione dei nostri dati.  Cosa dobbiamo aspettarci da queste novità? Come dobbiamo cavalcare l’innovazione, in quanto avvocati e consulenti? Quali sono i possibili rischi?

 

Verso una nuova consapevolezza digitale

La tecnologia non va demonizzata in quanto tale, è strumento che diventa sempre più pervasivo, anche complesso, da comprendere, quello che faccio nei miei spazi social è di portare la tecnologia alla portata di tutti, questo il pensiero dell’Avv. Luisa Di Giacomo, che affronta una riflessione sulla consapevolezza digitale. La tecnologia può compromettere i diritti e le libertà fondamentali e per questo dovrebbe essere fondamentale l’educazione scolastica. Si corre il rischio, infatti, di banalizzare la nostra professione, poiché in molti colgono l’occasione per chiedere consulenze.

 

Verso una nuova amministrazione digitale

Qual è la situazione nella pubblicazione amministrazione italiana? Siamo arrivati al punto di percepire come fastidioso quello che dovrebbe snellire e automatizzare i processi burocratici nella pubblica amministrazione.
Il piano formazione del Ministro Brunetta è sicuramente ambizioso, ma la prima iniziativa del Dipartimento della Funzione Pubblica è stata la somministrazione di un questionario per dipendenti pubblici di una banalità estrema, ha  affermato la dott.ssa Mara Mucci. Da un alto questo non può che farci preoccupare, perché significa che le competenze della PA sono assai scarse.
Come il cittadino, anche il dipendente pubblico deve essere formato per essere in grado di usare gli strumenti, ma senza cadere vittima della tecnologia.

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