Cosa fare quando si è vittima di profili fake – l’intervista all’Avv. Andrea Lisi sul caso Anna Valle

Cosa fare quando si diventa vittima di un social network? È quanto successo all’ex miss Italia e attrice Anna Valle, ultima in ordine d’apparizione a denunciare un furto d’identità su Instagram. A quanto pare, la procedura indicata dal social per la segnalazione di profili fake è risultata del tutto inefficace, così come il ricorso ai carabinieri e alla polizia postale.
Solo il clamore generato dalle sue dichiarazioni sembra aver sortito qualche effetto, portando allo smascheramento e alla rimozione del profilo fake.

L’Avv. Andrea Lisi affronta un’analisi giuridica di questa complessa vicenda, in un’intervista rilasciata ad Huffington Post.

 

Non c’è separazione netta tra digitale e reale

Numerosi personaggi dello spettacolo hanno visto “violare” la propria immagine a causa di furti di identità social. Gli account in questione non sono fanpage che nascono allo scopo di celebrare un idolo, al contrario si tratta di veri e propri furti d’identità, con lo scopo di trarre in inganno gli altri utenti, creando un danno d’immagine di proporzioni spesso incalcolabili.

La pratica del furto d’identità tuttavia non avviene solo ai danni di personaggi noti, ma può riguardare qualunque cittadino.

 

Quando la semplice segnalazione non basta

Se la semplice segnalazione al social di turno non dovesse bastare, non significa però che nel momento in cui subiamo un danno del genere non ci sia niente da fare per impedirlo. Le strade da percorrere possono essere tre: quella penale, civile o avviare un procedimento avanti al Garante della protezione dei dati personali.

 

L’Avv. Andrea Lisi si sofferma nel dettaglio di queste tre, possibili alternative, in grado di aiutare la vittima di furto di identità ad arginare il danno subìto.

Vi invitiamo a leggere la versione integrale dell’articolo su Huffington post