Anniversario GDPR fra App e tracciamenti – l’Avv. Andrea Lisi interviene su IusLaw Webradio

In occasione dell’anniversario del GDPR, l’Avv. Andrea Lisi interviene su IusLaw Webradio, in un’intervista con l’avv. Angelo Marzo, per confrontarsi su protezione dei dati e sistemi di tracciamento di prossimità.

Il concetto di “protezione” e “libera circolazione” hanno assunto oggi una connotazione completamente diversa, rispetto a quella di “privacy”, sulla quale, in molti, continuano ad arenarsi. Basti pensare al ruolo assunto dalla stessa Authority, percepita oggi come presente ed indispensabile da interpellare.

 

GDPR e App di tracciamento

“Chi si lamenta di Immuni poi è su Facebook” è questo il superficiale lamento nei riguardi degli “orpelli” della “privacy” che preoccupa l’Avv. Lisi. Si tratta di un diffuso approccio qualunquista, che non è utile a nessuno, specie su una questione molto delicata e complessa.

L’app Immuni doveva essere progettata fin dall’inizio tenendo conto delle esigenze legate alla normativa. Infatti la tecnologia per sua natura è neutrale e sono quindi le strategie, i metodi di utilizzo, il contesto di sviluppo a rendere una tecnologia utile oppure totalmente inutile e quindi potenzialmente pericolosa.

 

L’alfabetizzazione sulla protezione

Non c’è dubbio che non si è fatto ancora abbastanza in tema di alfabetizzazione: la confusione tra protezione dei dati e  privacy è ancora imperante ed è un errore da evitare. La normativa tende a valorizzare i dati, rendendo possibile la loro libera circolazione.

I cittadini devono sì essere responsabilizzati, ma meritano anche trasparenza e un livello di attenzione da parte del Governo su diritti che poco hanno a che fare con la sola tutela della “riservatezza”, poiché il GDPR di questo non parla.

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