A chi fanno gola i nostri dati sanitari? Rivedi l’undicesima puntata di Lo ho-BIT

Uno spazio libero, informale e critico: vi presentiamo l’undicesima puntata di “Lo ho-BIT”, una serie condotta dall’Avv. Andrea Lisi e dedicata alla democrazia digitale e alle sue implicazioni, ospitata da Movimento Roosevelt su MRTV.

 

Emergenza sanitaria: il digitale, da solo, non può farcela

L’accelerata digitale del settore sanitario è dettata da un’urgenza, quella di rispondere concretamente ai nuovi bisogni assistenziali della popolazione, emersi in questi mesi.
L’innovazione può sì accelerare i processi, ma non deve essere frutto di interventi affrettati: occorre progettare e avere la piena padronanza dell’uso di tecnologie basate sull’acquisizione e circolazione di un gigantesco flusso di dati delicatissimi.

Un esempio emblematico del mal funzionamento dell’innovazione in sanità è dato dall’App Immuni: nel momento in cui si investe, senza curare l’organizzazione a monte, si rischia di esplodere.
Si aggiunga che l’Italia è caratterizzata ormai da uno storytelling costante, che ci fa illudere sulle reali possibilità di applicazione di nuovi prodotti o servizi: i grandi obiettivi si sgretolano di fronte ad una realtà che resta indietro.
Un sano processo di innovazione deve poi tener conto delle problematiche legate alla protezione del dato personale: si tratta di dati che fanno gola alle grandi multinazionali, la cui mancata tutela espone a rischi i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche.

L’Avv. Andrea Lisi affronta opportunità e limiti di soluzioni che faticano ad essere “intelligenti” in ambito sanitario con Antonio Bartolozzi, Professore presso l’Università degli Studi di Trieste e Paolo Colli Franzone, Presidente di IMIS, Istituto per il management dell’innovazione in sanità.

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