Il disastro dell’Italia digitale ben rappresentato dall’app Immuni

Almeno il 60%. La percentuale di soggetti che dovrebbero utilizzare Immuni perché possa avere teoricamente una qualche efficacia è ancora lontana dall’essere raggiunta. Il Governo sembra ormai alla ricerca disperata di una prova di funzionalità dell’App, in un momento di oggettivo scoramento istituzionale che sta svelando amaramente la fragilità del progetto.

L’Avv. Andrea Lisi interviene nel suo Blog del Fatto Quotidiano per sviluppare da quest’ultimo evento, una riflessione generale sull’andamento dell’Italia Digitale

 

Siamo ancora aggrappati alla carta

Siamo in un Paese digitalmente allo sbando, tra data breach continui ai danni del nostro sistema amministrativo che svelano la fragilità informatica delle soluzioni in essere, sino alle contorsioni burocratiche di certi processi ancora aggrappati alla carta e che guardano il digitale come una spaventosa eccezione da cui star lontani.

 

La “conferme” arrivano dall’Europa

Il fallimento dell’Italia digitale ancora alle prese con ciò che si vorrebbe fare (e che da anni non si fa) è drammaticamente documentato dall’Indice DESI –  l’indice della Commissione europea che misura il percorso dei Paesi verso un’economia e una società digitalizzate – che ci ha relegati al 25° posto in Europa su 28 Stati.
In un anno abbiamo perso ben due posizioni e sotto di noi ci sono solo Romania, Grecia e Bulgaria. Il minimo sarebbe farci una domanda.

 

L’Avv. Andrea Lisi invita a riflettere su ciò che sta accadendo, affrontando le reali difficoltà dell’Italia digitale.

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