La transizione digitale nella bozza del Decreto Semplificazioni: un’analisi “laica” delle novità per PA e imprese

L’Avv. Sarah Ungaro, vicepresidente di ANORC Professioni e consulente senior esperta in diritto dell’informatica e privacy, interviene sulle pagine di Agendadigitale.eu per analizzare le maggiori novità in tema di transizione digitale previste dalla bozza del Decreto Semplificazioni.

Il ruolo di AgID

Secondo quanto previsto dalla bozza del testo del nuovo Decreto, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), nell’esercizio dei suoi poteri di vigilanza, verifica, controllo e monitoraggio sul rispetto delle norme che disciplinano la materia di innovazione tecnologica e digitalizzazione della pubblica amministrazione, accerta eventuali violazioni degli obblighi di transizione digitale da parte delle PA. Le stesse rilevano ai fini della responsabilità dirigenziale e disciplinare e – per particolari inadempimenti- si prevede l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, fino a un ammontare massimo di 100.000 euro.

Tuttavia, – dichiara l’Avv. Ungaro – non si può non rilevare che nulla sembra prevedersi nella bozza circa l’indispensabile potenziamento di risorse per consentire ad AgID di poter espletare efficacemente tali nuove attribuzioni di competenza, che rischierebbero di rimanere – se così fosse confermato – solo una “norma manifesto”.

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Le novità per le imprese e i cittadini

Tra le modifiche previste al Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 50/2016) si preannuncia la possibilità di autocertificare – da parte dell’operatore economico aggiudicatario – il possesso dei requisiti generali, finanziari e tecnici, la regolarità del DURC e l’assenza di motivi di esclusione secondo segnalazioni rilevabili dal Casellario ANAC.

Rilevante, inoltre, l’istituzione del “fascicolo virtuale dell’operatore economico” che dovrà includere al suo interno, tra gli altri, i dati per la verifica dell’assenza dei motivi di esclusione di cui all’art. 80 del Codice dei contratti pubblici.

Tra gli impatti per i cittadini, si prevede l’istituzione del Sistema di gestione deleghe (SGD) che consentirà al cittadino di delegare l’accesso a uno o più servizi della PA a un diverso soggetto che sia titolare di un’identità SPID. La realizzazione, gestione, manutenzione ed erogazione di questo servizio dovrebbe essere affidata all’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato S.p.A. e disciplinata da un apposito decreto.

Per una disamina puntuale della vicenda, vi invitiamo a consultare la versione integrale dell’articolo, pubblicata su Agendadigitale.eu