La censura dei social continua: questa è democrazia?

La caccia alle “streghe” dei social continua, prima con Casapound, Forza Nuova, e Sardine in Italia; poi Trump e Robert Kennedy Jr. in USA. Ora il nuovo rogo si accende per Byoblu, bannato da Youtube e Primato Nazionale cacciato da Facebook.

Nonostante l’opinione pubblica abbia acclamato a questi interventi, siamo sicuri di essere sulla giusta direzione? L’avv. Andrea Lisi sulle pagine di AgendaDigitale.eu fa luce sulla poca giurisprudenza presente su questi temi così delicati che si è caratterizzata in passato per decisioni altalenanti e contraddittorie.

Le prime censure

Il web democratico ha sorriso nel vedere finalmente eliminati contenuti impregnati d’odio o le fake news spesso fastidiose, come quelli di Byoblu, testata scomparsa silenziosamente. Pochi giorni dopo scompare anche Primato Nazionale, quotidiano di Casapound, giudicato “colpevole” della diffusione di messaggi riconducibili a fascismo o nazismo.

La vera domanda è: giudicato da chi? Come è avvenuto questo “processo” democratico?

Vi invitiamo a consultare la versione integrale dell’articolo, pubblicata su Agendadigitale.eu