Intelligenza artificiale: scenari etici e culturali per il benessere comune. Le interviste ai Proff. Paolo Cancelli e Giuseppe Gimigliano

Lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale ha aperto le porte a nuovi scenari di natura etica e sociale: al di là degli algoritmi e dei meccanismi puramente tecnologici che ne governano le funzionalità, ad oggi è importante porre l’accento sulla natura intrinseca di tali strumenti, creati per supportare le conoscenze e l’intelletto dell’uomo. Un uso dell’IA a servizio del bene comune e in grado di superare i divari digitali a livello universale è infatti fondamentale per garantire quel principio di uguaglianza sostanziale sancito dalla stessa Carta Costituzionale.

Di tutto questo e degli scenari che ci attendono ne hanno parlato i Proff. Paolo Cancelli e Giuseppe Gimigliano, docenti presso la Pontificia Università Antonianum e of Counsel di Studio Legale Lisi, nel loro recente intervento per la trasmissione “151 – Viaggio nella riforma digitale della PA” di PA Social.

Garantire l’applicazione dell’art. 3 della Costituzione

L’art. 3 co. 2 della Costituzione stabilisce che “É compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Tale principio è stato ricordato dal Prof. Paolo Cancelli nel suo intervento, nel quale ha sottolineato il ruolo che l’Intelligenza artificiale deve assumere oggi per essere uno strumento a servizio dell’umanità. In questo modo, quell’intelligenza puramente tecnologica, algoritmica e asettica si trasforma in un’integrazione della conoscenza umana, capace di aumentarne il valore e di aprire le porte ad uno scenario caratterizzato dall’ottimizzazione della cd. Intelligenza integrale.

Intelligenza artificiale tra etica e filosofia

“Quale etica introdurre all’interno di un algoritmo di intelligenza artificiale?” è la domanda da cui ha preso le mosse il Prof. Giuseppe Gimigliano nel suo intervento, ricordando come gli aspetti etici siano stati alla base delle numerose correnti di pensiero filosofiche occidentali ed orientali che hanno attraversato i vari periodi storici. A prescindere da metodi e culture, necessariamente differenti, è fondamentale puntare su una sinfonia delle etiche attraverso analisi comparate e complesse che permettano una visione completa dell’intelligenza artificiale.

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