Gogne mediatiche: la nuova giustizia privata è online – Rivedi la puntata de Lo ho-BIT

Nella nuova puntata de “Lo Ho-BIT”, l’Avv. Andrea Lisi si confronta con Isabella Corradini e Edoardo Limone sul fenomeno delle gogne mediatiche che da diverso tempo sembra autorizzare nuove forme di giustizia “fai da te” dove i presunti colpevoli finiscono solo essere vittime della furia del popolo social.

Che fine ha fatto l’articolo 27 della Costituzione?

La rabbia e l’odio che le gogne mediatiche scatenano periodicamente sul web, coinvolgendo i protagonisti dei casi di cronaca, sembrano aver dimenticato l’articolo 27 della nostra Costituzione che stabilisce che “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”, come evidenzia l’Avv. Andrea Lisi in apertura. Se è vero che l’unica giustizia possibile è quella che spetterebbe alle famiglie e ai soggetti coinvolti in tali vicende, al giorno d’oggi è invece sempre più frequente essere vittime dei giudici del “social far web” che non fanno altro che alimentare uno storytelling frettoloso e distorcere la realtà, perdendo di vista alcune regole fondamentali del nostro ordinamento.

I nuovi “haters” che danneggiano il confronto

Secondo Isabella Corradini, la prima ospite ad intervenire, i social sono diventati i nuovi “roghi delle streghe” in cui possono delinearsi diversi profili psicologici tra chi decide di attaccare un “difetto fisico” e chi invece preferisce agire di strategia, distorcendo la realtà e decontestualizzando l’accaduto. La conseguenza è quella di mettere da parte il dibattito costruttivo che dovrebbe essere alla base di qualsiasi confronto.

Parole d’ordine: moderazione

Per decidere dei diritti di un singolo servono competenze, lucidità e non l’indignazione degli utenti che non sono neanche direttamente coinvolti nei casi di specie – come sottolinea Edoardo Limone nel suo intervento. Sui social manca l’elemento della moderazione, per cui la soluzione sarebbe quella di trovare dei gruppi in cui è possibile crescere culturalmente e con i giusti stimoli, senza la paura di poter essere lesi ingiustamente.

Ancora una volta il problema è di natura culturale e va ben oltre il far web, il quale risulta essere solo un semplice terreno di scontro le cui conseguenze possono risultare devastanti per tutti i soggetti coinvolti.


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Immagine di copertina concessa da MRTV