Circolare Agenzia delle Entrate: fatturazione elettronica e virtualizzazione dei timbri
Lo scorso 17 giugno è stata pubblicata un’interessante Circolare dell’Agenzia delle Entrate che chiarisce come comportarsi nei casi in cui su di una fattura elettronica debbano essere apposti, sulla base di specifiche normative, timbri non facilmente dematerializzabili.
L’Agenzia delle Entrate, con Circolare 52/E, acconsente alla "virtualizzazione" di tale timbro mediante una procedura che prevede la creazione di un distinto documento informatico, contenente tutti gli elementi richiesti nel timbro di dematerializzare, firmandolo digitalmente e inserendogli un riferimento temporale. L’Agenzia delle Entrate, inoltre, richiede, ai fini di controllo, che siano sempre individuabili le fatture su cui è presente il timbro virtualizzato, anche mediante l’istituzione di uno specifico registro dei timbri, e che ci sia una correlazione univoca tra timbro virtualizzato e documento conservato (nel caso esaminato una fattura passiva): solo al termine di tale procedura si potrà procedere alla distruzione del documento originale cartaceo.
Infine, l’Agenzia delle Entrate ricorda che, sulla base dell’art. 23 comma 2-bis del CAD, le eventuali nuove copie cartacee del documento informatizzato richiedono l’intervento di un pubblico ufficiale.
La Risoluzione è stata emanata a seguito di un interpello che aveva ad oggetto la dematerializzazione di fatture passive cartacee, sulle quali, a seguito, appunto, della dematerializzazione, non era più possibile apporre il classico timbro richiesto: riteniamo che, per analogia, la soluzione proposta e valutata positivamente dall’Agenzia delle Entrate, sia applicabile anche nei casi in cui il timbro sia apposto su fatture nativamente elettroniche.