Teatrino Meta – Ue: i problemi non riguardano solo la “privacy”

Ci siamo già passati da questo incubo. Era lo scorso ottobre 2021 quando abbiamo assistito al social down delle piattaforme più popolari del web, causato da un “problema tecnico”.
Oggi, la ragione di un eventuale blocco di Facebook, Whatsapp e Instagram, sarebbe da ricercare in una presa di posizione da parte di Meta nei riguardi delle stringenti politiche di gestione dei dati personali del vecchio continente.

 

Sicuri che i nostri profili siano davvero “nostri”?

La lettura più semplice e immediata della questione è che l’attuale scontro in atto sia l’ennesima dimostrazione di quanto una parte della nostra esistenza dipenda ormai dagli spazi digitali che consideriamo, sbagliando, di nostra “proprietà”. Lettura questa che ci sta tutta e che conferma i timori dell’ex Garante Europeo Giovanni Buttarelli che più volte ci ha ricordato, prima di venire a mancare nell’agosto del 2019.

 

Sicuri che la minaccia sia reale?

La verità è che oggi si ha la sensazione che l’Europa, non potendo fare affidamento su sistemi e infrastrutture digitali di dimensioni adeguate a servire in modo affidabile cittadini, imprese, organizzazioni pubbliche, difficilmente potrà davvero rischiare di costringere Meta (o chiunque altro) a chiudere il suo business perché non adeguato alla sua stringente (e corretta) normativa di protezione dei dati personali.

L’Avv. Andrea Lisi interviene nella pagine del suo Blog del Fatto Quotidiano per fornire un’interpretazione di una delle notizie più pressanti di questi giorni.