Sopravvivere alle allucinazioni da IA: una guida umana per recuperare la nostra autenticità

In un contesto sempre più digitalizzato (e datificato) sentiamo il bisogno di pochi, ma essenziali, appigli che ci aiutino a preservare ciò che resta del nostro pensiero umano, ormai plasmato dalla pervasiva presenza dell’IA. Queste nuove tecnologie hanno progressivamente preso il controllo delle nostre esistenze, facendo gioco forza con i più consolidati oligopoli digitali a cui abbiamo affidato ogni nostro dato e mossa online, portandoci ad una pericolosa assuefazione del pensiero. Dinanzi a tutto questo, sorge spontanea la necessità di trovare solidi punti di riferimento che sappiamo restituire all’essere umano la propria autenticità, ormai sempre più in pericolo.

Su questo e molto altro ha voluto riflettere l’Avv. Andrea Lisi in un nuovo intervento sulla sua Newsletter di Linkedin, “Appunti di ICT Law” offrendo una guida concreta (e il più umana possibile) per orientarci tra le contraddizioni e i paradossi che caratterizzano il mondo online.

Riflessioni e approfondimento continuo per salvaguardare le nostre coscienze

I rischi dell’influenza dell’IA nella formazione delle nostre coscienze sono ormai evidenti. Da una parte, essi si insinuano attraverso una pericolosa soggettivizzazione dei sistemi di IA, che si manifesta quando attribuiamo le scelte di nostre azioni ad algoritmi “intelligenti”. Viviamo tale pericolo proprio lungo le tragedie vissute nelle recenti guerre, laddove si assegna a fredde percentuali calcolate da strumenti di intelligenza artificiale l’individuazione di potenziali bersagli, calcolati sulla base di un rischio (quello appunto di ammazzare innocenti) che dovrebbe essere inaccettabile per qualsiasi coscienza umana, ma che diventa digeribile se a compiere l’azione è una presunta intelligenza artificiale. Dall’altra parte, lo sviluppo di nostre identità social all’interno di ecosistemi gestiti da altri, i sultani digitali che raggranellano ogni giorno ogni nostro pensiero anche più intimo, proponendoci lungo le nostre spensierate vite social ciò che è più simile a noi e più interessante per i nostri gusti e abitudini, attraverso la creazione di “echo chamber” che finiscono per radicalizzare le nostre convinzioni, portandoci irrimediabilmente a odiare chi è diverso da noi.

Il Progetto Digeat, ad esempio, insieme alle sue iniziative divulgative, è uno dei punti di riferimento a cui possiamo aggrapparci per riabilitare le nostre coscienze di esseri umani.

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Foto copertina: I misteri dell’orizzonte (Les mystères de l’horizon, 1955) di René Magritte.