Via libera al Marketing diretto. Un registro ad hoc per chi non vuole ricevere pubblicità.

Via libera al Marketing diretto.
Un registro ad hoc per chi non vuole ricevere pubblicità.


 


A cura di Avv. Luigi Foglia – Digital & Law Department

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Durante i lavori per la conversione in legge del DL 135/2009 – decreto “salva-infrazioni” – è stato depositato dal Senatore Lucio Malan un emendamento[1] che rivoluzionerà l’attuale assetto in materia di privacy ed elenchi telefonici.


Attualmente l’art. 129 del Codice Privacy prevede che i cittadini diano il loro consenso esplicito all’utilizzo dei propri dati personali, contenuti in elenchi telefonici, per ogni finalità differente da quella di mera ricerca dell’abbonato per comunicazioni interpersonali.


 


L’emendamento, introducendo nel testo del DL 135/2009 un nuovo art. 20 bis, propone di riformulare buona parte dell’art. 129 del Codice privacy. In pratica si propone l’istituzione di un “registro delle opposizioni” in cui il titolare della linea telefonica dovrà far iscrivere il proprio numero manifestando così il suo dissenso a ricevere pubblicità o offerte di vendita. In mancanza di tale iscrizione l’operatore di marketing potrà legittimamente usare i dati contenuti negli elenchi telefonici per svolgere la propria attività.


 


Si tratta, in pratica, di un passaggio da un sistema opt-in ad un sistema opt-out. L’interessato che non vorrà ricevere comunicazioni pubblicitarie dovrà attivarsi e iscriversi nel registro ed anche rinnovare l’iscrizione ogni 24 mesi.


 


Come contraltare a questa interessante novità sono stati predisposti alcuni obblighi per chi vorrà continuare ad utilizzare i dati contenuti negli elenchi telefonici per le proprie attività di marketing.


 


Viene, infatti, richiesto a chi fa telemarketing di rendere identificabile il proprio numero telefonico così che chi riceve la chiamata potrà eventualmente rifiutarla.


Inoltre, durante la chiamata, dovrà essere fornita un’idonea informativa privacy (da pubblicare anche sul sito) che informi, in particolare, sulla possibilità e sulla modalità di “iscrizione nel registro delle opposizioni” per opporsi a futuri contatti.


E’ stato anche introdotto l’obbligo di redigere e osservare un codice etico relativo alle operazioni di telemarketing.


Infine è stata prevista una sanzione per chi viola il diritto di opposizione, quest’ultimo sarà punito con una sanzione amministrativa che andrà da 6mila a 36mila euro.


 


Nel frattempo l’emendamento prevede la possibilità per gli operatori di marketing, di continuare ad utilizzare i database costituiti sulla base dei vecchi elenchi telefonici nel rispetto delle prescrizioni restrittive previste dal Garante Privacy[2].


 


Redazione13 Gennaio 2016