Una nota del Ministero dell’Interno sull’obbligo di pubblicazione sul web dell’albo pretorio in vigore a partire dal 1° gennaio 2010

ItaliaOggiNumero 298  pag. 40 del 16/12/2009
Di Antonio G. Paladino


Nota del Ministero dell’Interno sull’obbligo di pubblicazione sul web dell’albo pretorio in vigore a partire dal 1° gennaio 2010  
Ma i prefetti potranno concedere uno po’ di tempo in più 


 


Ai comuni oggi in affanno sulle modalità di pubblicazione sul web dell’albo pretorio, potrà essere concesso un breve differimento rispetto alla data di avvio della procedura (l’1/1/2010), anche per consentire di reperire fondi e strutture che siano idonee alla pubblicazione digitale di tali atti. Inoltre, le amministrazioni comunali dovranno inserire sul proprio sito web la sezione relativa alla pubblicazione on-line, in un’area chiaramente accessibile al pubblico, curando, altresì di avviare una campagna mediatica sul territorio, con le forme ritenute più opportune, che informi i cittadini sulle novità in arrivo.


 Sono questi i punti trattati dalla circolare n. 29 del 15 dicembre 2009, emessa dalla direzione centrale per i servizi demografici del ministero dell’interno, con la quale è stata fatta una vera e propria apertura nei confronti delle amministrazioni locali, oggi quanto mai in affanno per l’avvio della modalità di pubblicazione on line dell’albo pretorio. Obbligo, questo, che scaturisce dalle disposizioni contenute nella cosiddetta legge sulla competitività (la n. 69/2009). Come ricordato da ItaliaOggi del 9 dicembre scorso, la norma, nata per poter eliminare progressivamente gli sprechi relativi al mantenimento dei documenti in forma cartacea, ha disposto che, a partire dall’1/1/2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi che hanno effetto di pubblicità legale, si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati. Ma l’articolo di legge incriminato, nulla specifica in merito alle modalità attuative. Silenzio, quindi, sui parametri tecnici che devono essere adottati per garantire effettività e genuinità delle pubblicazioni, vale a dire il formato dei file, l’uso della firma digitale, l’individuazione del soggetto responsabile della pubblicazione e il rispetto della tutela della privacy.


La circolare. Non c’è, come molte amministrazioni comunali alle prese con il problema speravano, un esplicito rinvio della procedura. Per cui, si legge nel testo della circolare firmata dal prefetto Annapaola Porzio, a partire dal prossimo Capodanno, i comuni dovranno avvalersi di questa procedura, anche per quanto concerne le pubblicazioni di matrimonio e per le domande proposte per il cambiamento del nome e del cognome. Con una precisazione, però. Che le stesse amministrazioni comunali, «abbiano cura di assicurarsi che i relativi avvisi siano riportati in una sezione del proprio sito web, chiaramente accessibile al pubblico». È probabile che con tale locuzione si intenda che le amministrazioni comunali riportino la sezione dedicata alle pubblicazioni on-line sulla propria home page, anche se poi, lo stesso utente verrà rimandato ad altra pagina. Allo stesso modo, si aggiunge, nell’atto pubblicato on-line dovrà essere indicato l’avvenuto adempimento degli (eventuali) obblighi fiscali richiesti dalla normativa all’utente. Sarebbe opportuno che i comuni diano il via, al più presto, a una campagna mediatica nelle forme da questi ritenute più opportune. Alla stessa conclusione, infatti, perviene la circolare in esame, invitando le amministrazioni comunali «a informare gli interessati, in merito alle predette innovazioni in materia di pubblicazione di atti amministrativi, in forma adeguata».


Ma comunque i sindaci non saranno lasciati soli in balia del loro destino. La circolare del Viminale, infatti, invita i prefetti ad effettuare una ricognizione dello stato dell’arte, eventualmente concedendo ai comuni che incontrino difficoltà nell’attuazione della nuova normativa, «un breve periodo di transizione, anche per consentire alle amministrazioni locali di reperire fondi e strutture idonee alla pubblicazione digitale». 

Redazione13 Gennaio 2016