Tribunale di Milano blocca il sito pirata Rojadirecta

Espulsione per Rojadirecta, esce dal campo e non salta solo un turno, ma viene squalificata per sempre. Il noto sito pirata di streaming online delle partite di calcio della Serie A e della Champions League è stato oggetto di una sentenza emessa dal Tribunale di Milano.
Per la prima volta, un tribunale civile italiano ha imposto a un provider di inibire l’accesso a tutti gli indirizzi IP collegati a un portale; nello specifico, sono stati bloccati tutti gli accessi a Rojadirecta con lo scopo di tutelare il copyright online. Il giudice ha scritto nella sua pronuncia che l’ordine debba comprendere “ogni attività di disabilitazione dell’accesso al sito internet in questione, sia ai DNS (Domain name system), sia agli indirizzi IP (Internet protocol) associati”.La battaglia legale scoppiò con la chiamata in giudizio, da parte di Mediaset, di alcuni operatori di telefonia, i quali consentivano ai propri clienti l’accesso al portale di streaming illegale. Nel novembre 2015 Mediaset vinse una prima battaglia nei confronti di Fastweb, ottenendo da parte del Tribunale di Milano un provvedimento recante l’obbligo di “inibire ai tutti i propri clienti l’accesso al dominio it.rojadirecta.eu, in quanto viola sistematicamente il copyright delle partite della Serie A e Champions League”.Con un’ulteriore istanza proposta sempre da Mediaset nei confronti di un provider, il Tribunale di Milano si è dovuto nuovamente esprimere sul caso e, con la sentenza del 13 gennaio scorso, non solo ha ribadito l’ordine di bloccare il sito in questione, ma ha chiarito, anche, le modalità con le quali deve essere implementato questo blocco.Il provvedimento del Tribunale di Milano, così come dichiarato anche da Mediaset in un suo comunicato stampa, fornisce una tutela effettiva ai diritti esclusivi degli editori, individuando nei fornitori di connettività gli operatori più idonei a contrastare la pirateria digitale.Per la prima volta è stato disposto un blocco assoluto a ogni tipo di accesso, a differenza del passato in cui gli operatori si limitavano a eliminare i siti dai loro server DNS, non consentendo, così, agli utenti di raggiungerli. Ma i trucchetti per evadere tale blocco sono sempre stati ben conosciuti da molti utenti, infatti, se si utilizzano server localizzati in altri paesi o server pubblici, i siti bloccati possono tornare raggiungibili. Adesso, invece, con la nuova sentenza non si tratta più di adottare un blocco leggero, ossia solo nei confronti del DNS, ma di disabilitare, in maniera assoluta, l’accesso al portale illegale ai DNS e a tutti gli indirizzi IP associati. Questa decisione porta a una vittoria del diritto d’autore sulla pirateria. Non è escluso, poi, che questo blocco venga esteso a tutti quei portali di streaming illegale che sono ancora attivi e che comportano una grave violazione del copyright online.