Tra libertà e consapevolezze: alla ricerca di segni di vita nel mondo digitale

Quanto siamo davvero liberi oggi online? È una domanda che ritorna con forza in un’epoca in cui la digitalizzazione, da promessa di emancipazione, mostra sempre più chiaramente le sue zone d’ombra. Da tempo si intravedono i rischi di un ecosistema digitale governato da logiche algoritmiche, oggi ulteriormente amplificate dall’Intelligenza Artificiale generativa e “agentica”, e in questo contesto le dimissioni di un Membro del Collegio dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, maturate a seguito delle note indagini avviate dalla trasmissione Report, rappresenta un potente spunto di riflessione: non solo sul piano istituzionale e personale, ma soprattutto su quello culturale e democratico. Un episodio che ci costringe a interrogarci sul valore della responsabilità pubblica, sulla presunzione di innocenza e sul clima digitale in cui opinione pubblica, odio e giudizio si intrecciano, spesso in modo distorto, sotto la spinta dei bit.

Di questo e molto altro ha parlato l’Avv. Andrea Lisi nella sua Newsletter di Linkedin, “Appunti di ICT Law”, provando ad accrescere consapevolezza su tali temi, affrontati anche all’interno del volume “Anabasi: nel labirinto dell’intelligenza in digitale”, realizzato in collaborazione con Marcello Moscara e Chiara Saurio, e nel nuovo numero della Rivista DIGEAT, da lui diretta.

La consapevolezza come ultima difesa contro gli algoritmi

Viviamo in un contesto dominato dagli algoritmi, dove l’odio viene premiato e amplificato, e proprio su questo tema il messaggio video diffuso da Guido Scorza è stato senz’altro apprezzabile, perchè ha toccato un nervo scoperto che riguarda la nostra evoluzione (o involuzione) digitale dettata dai bit. In proposito, consiglio di ascoltare con attenzione il podcast di Eta Beta – Radio1 Rai condotto da Massimo Cerofolini in compagnia di Barbara Carfagna. Barbara sta conducendo un’incredibile e utilissima analisi in giro per il mondo sull’uso dei sistemi di intelligenza artificiale generativa e agentica nelle ricostruzioni post belliche. Ciò che emerge dalla sua indagine è inquietante e conferma in modo planetario ciò che continuo a sottolineare da tempo e ho provato a descrivere anche attraverso le sequenze fotografiche e i disegni di Marcello Moscara e Chiara Saurio presenti nel volume “ANABASI nel labirinto della memoria in digitale”: il potere dei dati oggi, confluito nei modelli e sistemi di intelligenza artificiale, è in grado di manipolare e controllare intere popolazioni e la gestione di questo potere non è in Europa, ma altrove. Rischiamo quindi una strisciante sconfitta culturale proprio noi europei che avremmo una storia incredibile da raccontare, semplicemente perché finiremo per subire sistematiche iniezioni di dati altrui, insieme a tutti gli altri Paesi che non posseggono i codici di gestione di questo incredibile potere. Ascoltate il podcast e magari leggete anche il volume ANABASI che ho curato perché quello che sta accadendo è pericoloso per la nostra democrazia e, forse, la consapevolezza è l’ultima speranza per fare qualcosa. Di questi delicatissimi temi ragioneremo nel nuovo numero della Rivista Digeat, interamente dedicato ai “segni di vita digitale” che ci riguardano tutte e tutti.”

Per leggere il contenuto completo:

Immagine di copertina presa dal volume “ANABASI nel labirinto dell’intelligenza in digitale”, di Andrea Lisi, Marcello Moscara, Chiara Saurio, ed. Digitalaw, 2025