Riaprono le scuole ma niente biometria per controllare i dipendenti Ata

Nei giorni in cui riprendono le attività di tutti gli
istituti scolastici italiani e del relativo personale lavorativo sembra utile
ricordare che con un Provvedimento dei primi di agosto (n. 384 del 1° agosto
2013) il Garante Privacy ha giudicato illecito l’utilizzo di dati biometrici da
parte delle scuole per controllare le presenze del personale non docente
e
arginare fenomeni di assenteismo.

Il Provvedimento si riferisce all‘iniziativa di un liceo
pugliese di installare un sistema di rilevamento delle impronte digitali dei
dipendenti Ata
da utilizzare al posto del classico registro firme, questo allo
scopo di monitorare più accuratamente l’ora di ingresso e di uscita dal lavoro.
Nello specifico l’istituto scolastico aveva comunicato l’adozione di queste
nuove misure ai lavoratori coinvolti (seppure a installazione e messa in
funzione del sistema biometrico già effettuate, violando così l’obbligo di
informativa) ma non aveva fatto la necessaria notifica al Garante (notifica richiesta
dall’art. 37 del Codice privacy) motivando questa scelta con il fatto che le immagini
delle impronte rilevate non venissero poi conservate dal sistema (in realtà anche
il semplice rilievo è da considerarsi trattamento dei dati biometrici, e per la mancata notifica la scuola sarà soggetta a una sanzione amministrativa pecuniaria).

 

Secondo il Garante l’iniziativa della scuola non rispetta i presupposti
di pertinenza e non eccedenza
, considerata anche la sua finalità che è unicamente
quella di rilevare le presenze dei lavoratori. Lo stesso scopo infatti si può
raggiungere, a detta del Garante, con metodi alternativi, come un badge
marcatempo associato a un codice personale o controlli più serrati e frequenti.