Quantum e IA: quali saranno gli scenari digitali nel 2026? Brevi riflessioni di fine anno

Si chiude un anno particolarmente denso per il panorama digitale, segnato (come da previsione) dall’avanzata ormai strutturale dei sistemi di IA, dall’intensificarsi delle normative di settore e da un proliferare di riflessioni e ipotesi, spesso distopiche e/o drammatiche, su ciò che ci attende nei prossimi anni. A fare da apripista a questi scenari è il primo grande trend emergente: il Quantum computing, destinato a definire nuovi equilibri tecnologici e giuridici. In questo contesto, sensibilizzare e accrescere la consapevolezza su opportunità e rischi delle nuove tecnologie si conferma una sfida senza tempo: la prima e l’ultima anche del nuovo anno, in cui ai professionisti spetterà ancora una volta il compito di interpretare, guidare e illuminare le coscienze, per evitare di lasciarsi “affabulare” dall’ennesima tendenza del momento.

In questa direzione si inserisce così l’intervento dell’Avv. Andrea Lisi che nella sua Newsletter di Linkedin, “Appunti di ICT Law”, ha tracciato un bilancio di ciò che è stato il 2025 e spiegato cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo anno. Un’analisi lucida, orientata a mantenere ben saldi ragione e senso critico, le uniche vere armi a disposizione per orientarsi (e sopravvivere) nel crescente caos del web e continuare a tutelare le nostre informazioni.

La vera sfida del 2026? Proteggere la qualità dei nostri dati

“La narrazione sull’IA oggi è divisiva e flaccida. Si alterna tra tecnoentusiasti e intransigenti eticisti. In mezzo c’è un vuoto pneumatico da colmare. Ma non con proposte tecnologiche che a loro volta “correggano” la tecnologia. In questi giorni, infatti, leggo (o ascolto) “illuminanti” ricette, tipo: non conosco l’algoritmo ed è troppo potente e allora lo limito con un altro algoritmoL’IA cattiva che si combatte con un’altra IA buona, proprio come nel film the Age of Ultron degli Avengers (2015). Il rischio reale è che si vada avanti così a suggestionare su scenari inattuali, suggerendo una polverizzazione di responsabilità che non ha un punto di partenza coerente fondato sull’unica testa pensante (che è la nostra). Queste narrazioni inconcludenti e sbagliate portano inevitabilmente a discutere a vanvera anche politicamente. E le discussioni grossolane in politica poi hanno come inevitabile conseguenza la produzione o di proposte normative ridicole (come purtroppo si è rivelata essere la legge 132/2025) o di strategie di (impossibile) sovranità tecnologica, senza mai arrivare alla radice del problema.
E il vero problema siamo evidentemente noi, con i nostri dati.
L’Italia e l’Europa, se davvero vogliono proporre una propria “sovranità” in un ambiente che è a-nazionale come quello del web e del social web (ormai disseminato di sistemi e modelli di IA), allora (ri-)partano dalle nostre radici culturali, dai nostri dati, preservandone (e pretendendone) una qualità.
Oggi servirebbero disperatamente strategie, modelli, metodi, procedure, competenze per custodire con efficacia dati di qualità.

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Immagine di copertina: Ultron, in “Avengers: Age of Ultron”, film prodotto dai Marvel Studios e distribuito dalla Walt Disney Studios Motion Pictures, 2015