Qual è il valore dei nostri dati personali?

Ha
provato a rispondere a questa domanda un
gruppo di studiosi[1]
che ha dotato dei volontari di cellulari, ricariche, chiamate, messaggi e
accesso a internet, rilevando poi, tramite un software installato nei
dispositivi forniti, qualunque attività essi svolgessero.

Ogni giorno, verso metà giornata,
agli interessati venivano riproposte le informazioni elaborate durante la
giornata precedente, suddivise in quattro categorie: comunicazioni,
localizzazione, applicazioni usate e media.

Desiderando ottenere un risultato
quanto più veritiero possibile, i ricercatori hanno ingegnato un sistema
alquanto interessante.

Come prima cosa è stato richiesto ai volontari di stabilire
un prezzo da attribuire a ciascun loro dato
.

I risultati della ricerca
evidenziano un maggiore interesse delle persone monitorate a proteggere i
propri spostamenti e a non essere localizzati, mentre le variabili relative al
sesso, l’età o il grado di istruzione sembrano avere per loro minore
importanza.

Ciò che sconvolge è l’importo del
prezzo ipotizzato dai volontari come valore dei loro dati personali: solo
pochi euro
.

Si tratta di un costo decisamente
modico, soprattutto se si considera che è grazie a informazioni di questo tipo
che le aziende possono realizzare alcune attività con fini commerciali, come
controllare le scelte dei consumatori, comprenderne la direzione e, perché no,
cercare di indirizzarle nel verso prescelto.

I risultati di questo studio
confermano quanto sia importante e necessario diffondere una maggiore
informazione sull’utilizzo dei cd. Big Data, principalmente perché, seppur
appaia illogico, sono proprio i proprietari a non poter sempre decidere le
sorti delle informazioni che li riguardano. 

 

 


[1]Ricerca svolta su un gruppo di persone di età compresa tra
i 28 ed i 44 anni, di entrambi i sessi e diversa estrazione sociale. Lo studio
è stato condotto da Telefonica in collaborazione con la fondazione Bruno
Kessler e DISI Università di Trento. Nel mese di settembre 2014 sarà anche
presentata all’ UbiComp, “International Joint Conference on Pervasive and Ubiquitous
Computing”
di Seattle.