L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, in collaborazione con il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza, rinnova la presentazione del piano dell’attività ispettiva per il secondo semestre del 2020, dedicata a verificare il rispetto, da parte delle realtà pubbliche e private, della normativa in materia di protezione dei dati personali.
Tra i settori interessati: food delivery e fatturazione elettronica
Con deliberazione del 1 ottobre 2020 il Garante ha presentato il piano ispettivo per il secondo semestre luglio-dicembre 2020 (che prosegue quella già avviata nel [1]primo semestre gennaio- giugno 2020), avente ad oggetto i trattamenti di dati svolti nell’ambito di settori particolarmente delicati come:
- trattamenti dei dati personali effettuati mediante applicativi per la gestione delle segnalazioni di condotte illecite (c.d. whistleblowing);
- trattamenti dei dati personali effettuati da intermediari per la fatturazione elettronica;
- trattamenti di dati personali effettuati da Enti pubblici in tema di rilascio di certificati anagrafici e di stato civile, attraverso l’accesso ad ANPR;
- trattamenti di dati personali effettuati da società private ed Enti pubblici per la gestione e la registrazione delle telefonate nell’ambito del servizio di call center;
- trattamenti di dati personali effettuati da società rientranti nel settore Food Delivery;
- trattamento di dati personali effettuati da società private in tema di banche reputazionali;
- data breach.
Così come specificato nella deliberazione, i controlli effettuati nei confronti di soggetti pubblici e privati, riguarderanno principalmente i presupposti di liceità del trattamento, le condizioni per il consenso qualora il trattamento sia basato su tale presupposto, il rispetto dell’obbligo dell’informativa nonché la durata della conservazione dei dati.
Conclusioni
L’attività ispettiva condotta dal Garante è fondamentale per verificare se le realtà pubbliche e private che operano nei diversi settori, svolgono le proprie attività nel rispetto della normativa europea in materia di protezione dei dati personali. Il mancato rispetto delle prescrizioni della normativa sulla privacy, come già sappiamo, può comportare l’irrogazione di sanzioni[2] elevate da parte dell’Autorità.
E’ bene dunque che ogni realtà, attraverso un’attenta analisi interna, valuti la propria compliance al GDPR, nel rispetto del principio dell’accountability.
[1] Gli accertamenti svolti nel primo semestre 2020, con il contributo del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza, hanno riguardato in particolare: la fatturazione elettronica, le grandi banche pubbliche, i software per la gestione del “whistleblowing”, le società di intermediazione immobiliare, il marketing, i tour operator. https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9269607
[2] Secondo un primo bilancio dell’attività ispettiva nel primo semestre del 2020 si registra un notevole incremento delle entrate complessive derivanti dalle sanzioni che passano da 1 milione 223mila euro del primo semestre del 2019 a 7 milioni 108 mila euro, con un aumento del 481%.