Più sostanza che forma: il TAR decide su un file Excel non sottoscritto

Un documento informatico privo di sottoscrizione digitale o elettronica se accluso ad altro documento di cui risulta essere allegato, benché di per sé modificabile e privo di integrità, deve ritenersi parte integrante del documento principale, debitamente sottoscritto.

È quanto si evince dalla decisione del TAR Lazio, Sezione Terza Quater, n. 6775/2019, pubblicata il 29 maggio 2019, con la quale è stato rigettato il ricorso di una società che chiedeva l’annullamento di provvedimenti finali e presupposti, nell’ambito di una procedura di gara per l’assegnazione del servizio di lavanolo presso le Aziende Sanitarie della Regione Lazio.

La ricorrente lamentava, fra le altre cose, la mancata sottoscrizione digitale da parte della Commissione di gara del file excel recante i punteggi attribuiti ai concorrenti, sulla base dei quali erano stati assegnati i lotti di cui al bando di gara, rendendo il documento modificabile e non riferibile a data certa.

La stessa ricorrente, inoltre, si doleva del fatto che da una verifica delle proprietà del file excel, lo stesso risultava salvato soltanto dopo la chiusura delle operazioni di valutazione e da parte di un testimone partecipante alle sedute pubbliche, membro “esterno” della Commissione.

Muovendo da un principio affermato dalla Corte di Cassazione in materia societaria[1], il Giudice amministrativo ha chiarito che “…la circostanza che il verbale n. 14 del 5 giugno 2018 portasse in allegato i verbali – delle sedute riservate – in originale, dei file excel e delle fotografie su supporto informatico […] non consente di condividere tale ulteriore aspetto della censura, dal momento che la loro citazione e l’allegazione al ridetto verbale del 5 giugno 2018 ha fatto si che essi formassero parte integrante dello stesso, che era sottoscritto da tutti i componenti della Commissione”.

Il Giudice ha compiuto una valutazione in concreto e, sulla scorta del principio di conservazione degli atti giuridici, ha “sanato” i vizi formali, prediligendo il raggiungimento dello scopo alla correttezza formale.

A bene vedere, tuttavia, nell’informatica la forma è davvero sostanza: errori o modifiche di un codice portano a risultati completamente diversi. Proprio per garantire l’incontrovertibilità del contenuto di un documento informatico, le regole tecniche per la sua formazione, richiedono l’utilizzo di alcuni presidi tecnologivi (ad esempio, firma digitale, qualificata o avanzata in grado di garantirne l’integrità), attesa la precarietà, la volatilità delle informazioni costituite da bit[2].

Per questo stupisce la decisione in commento che fa proprio un principio enunciato dalla Suprema Corte rispetto a documenti formati su supporto cartaceo, il cui contenuto non può essere materialmente modificato se non attraverso la distruzione, la cancellatura, la correzione: tutte operazioni assolutamente verificabili, non dissimulabili. E, tuttavia, parte ricorrente non ha provato che il file excel, per quanto privo di firma, fosse stato concretamente alterato, sollevandone la relativa eccezione.

A tal fine, il giudice amministrativo ha ricostruito l’iter procedimentale seguito dalla Commissione di gara, sottolineando che si è svolto in presenza di vari soggetti pubblici e testimoni, che ne hanno garantito la correttezza e la trasparenza ed è terminato con la stesura di un verbale, ritualmente sottoscritto dai componenti della Commissione, cui sono stati allegati, su supporto informatico, i file excel e le foto, parte integrante del verbale che li cita.

A riprova della ratio seguita dai giudici, il profilo per cui il file excel sia stato salvato in un momento successivo alla chiusura della procedura di valutazione e da parte di un componente “esterno” della Commissione, “…non risulta provato, perché non viene dimostrata nessuna discrasia tra il punteggio tecnico definitivo attribuito a ciascun operatore economico, come da allegati al verbale del 5 giugno 2018, rispetto a quello riportato nel verbale della seduta pubblica del 10 luglio 2018 nelle tabelle in esso incorporate, seduta verbalizzata dal sostituto ufficiale rogante ed alla quale ha pure partecipato il ridetto componente “esterno”, sempre in qualità di testimone”.

In conclusione, il giudice amministrativo non si è preoccupato di verificare che il contenuto del file excel, che è documento informatico a prescindere dall’apposizione di una firma (digitale o elettronica) in quanto contiene la rappresentazione di fatti giuridicamente rilevanti, fosse integro in quanto i fatti in esso descritti risultavano comunque provati sulla base di quanto contenuto nel verbale che la parte ricorrente non ha, oltretutto, in alcun modo contestato.


[1]  Cfr. Cass. Civ., Sez. I, 12 gennaio 2017, n. 603.

[2]  Cfr. art. 20, comma 1-bis, CAD, “Il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice civile quando vi e’ apposta una firma digitale, altro tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata o, comunque, e’ formato, previa identificazione informatica del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con modalita’ tali da garantire la sicurezza, integrita’ e immodificabilita’ del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilita’ all’autore. In tutti gli altri casi, l’idoneita’ del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche di sicurezza, integrita’ e immodificabilita’. La data e l’ora di formazione del documento informatico sono opponibili ai terzi se apposte in conformita’ alle Linee guida”.