Nuovo accordo di principio tra Ue e Usa sul trasferimento dei dati personali

di Enrica Maio
Proprio poche settimane fa la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato, nella sentenza resa nella causa C-362/14, l’invalidità della decisione della Commissione Europea che riteneva adeguata la protezione assicurata ai dati personali dei cittadini europei negli USA consentendone, quindi, il trasferimento secondo gli accordi di Safe Harbour
Si è parlato molto di una ipotetica invalidità degli accordi stessi derivante dalla pronuncia della Corte; in realtà, la pronuncia della Corte di Giustizia non poteva né invalidare gli accordi di Safe Harbor né, ovviamente, avere un effetto diretto e obbligare gli Stati membri a ritenere quei principi presenti negli accordi non più idonei a garantire un adeguato livello di protezione ai dati personali.
La pronuncia della Corte è servita come stimolo a una più attenta disciplina verso il trattamento dei dati dei cittadini europei trasferiti negli USA; infatti, nei giorni scorsi, Europa e Stati Uniti sembrano aver raggiunto un nuovo accordo che sostituirà il precedente Safe Harbour, dopo 15 anni di vigenza.
Gli accordi di Safe Harbour permettevano il libero trasferimento di dati personali in territorio americano e molte erano le aziende che ne usufruivano, autocertificando di rispettare tutti i requisiti europei richiesti per la sicurezza e la protezione dei dati personali.
Dopo la sentenza della Corte di Giustizia che ha sollevato non solo polemiche, ma anche molti dubbi, la commissaria Ue alla Giustizia, Vera Jourova, pochi giorni fa, ha dichiarato che è stata raggiunta un’intesa sul Safe Harbor e grande è l’impegno per trovare un pieno soddisfacimento delle richieste della Corte di Giustizia. 
Non è ancora chiaro, però, quando il nuovo accordo sarà completato, ma si ipotizza che l’intesa vedrà la luce entro la metà di novembre. 
Certo è che, anche sulla scia dell’acceso dibattito suscitato dalla sentenza della Corte di Giustizia, è stato raggiunto un nuovo equilibrio sulla trasparenza con cui verranno trattati i dati personali degli internauti europei da parte delle aziende; inoltre, da indiscrezioni di stampa risulta che il Dipartimento del Commercio statunitense si sia impegnato a supervisionare le aziende che pongono in essere il trattamento dei dati affinché siano garantiti i requisiti di protezione europei e, in più, le Authority privacy statunitensi dovranno cooperare maggiormente con le Autorità europee per la protezione dei dati, verificando anche che i servizi di intelligence e di polizia rispettino, realmente, la privacy dei cittadini europei.
La commissaria Jourova ha dichiarato che l’obiettivo principale è quello di “implementare le garanzie a fronte della raccolta generalizzata di dati. Anche negli Stati Uniti si è, infatti, avuto un ampio dibattito sul tema, un percorso di riforma e l’affermarsi di un nuovo approccio di sorveglianza”.