Investigatory Powers Bill: più potere alle agenzie governative inglesi

di Enrica Maio

Il Ministro dell’Interno UK, Theresa May, ha recentemente presentato il nuovo progetto di legge, chiamato Investigatory Powers Bill, sulle intercettazioni e la sorveglianza delle comunicazioni elettroniche e del traffico Internet di tutti i cittadini del Regno Unito. 
Il provvedimento può essere definito come un attacco alla privacy su Internet, in quanto ha l’obiettivo di ampliare i poteri delle agenzie governative inglesi in merito alle intercettazioni, incrementando i poteri di controllo sui cittadini. Esso prevede che si possa accedere alle informazioni relative alla navigazione effettuata in Rete senza un previo provvedimento autorizzativo da parte delle autorità giudiziarie, mentre sarà necessario un mandato per accedere all’intera cronologia di navigazione dell’utente.
Il Ministro May ha voluto sottolineare, però, che le informazioni carpite nei controlli online non sarebbero specifiche e non comprenderebbero, quindi, informazioni riguardanti le pagine web visitate, ma tali controlli sarebbero invece in grado di monitorare l’attività online di tutti i cybernauti inglesi: potranno essere registrati servizi, siti web visitati e app usate sugli smartphone.
Nel provvedimento si legge che gli Internet Service Providers (ISP) dovranno conservare per dodici mesi i dati di navigazione sul web di tutti gli utenti britannici e renderli disponibili alla polizia e ai servizi segreti. Questi ultimi soggetti, poi, potranno accedere, senza alcuna autorizzazione da parte delle autorità competenti, nei computer, negli smartphone e in qualsiasi altro device di tutte quelle persone che rappresentano una minaccia alla sicurezza del Paese.
Il Ministro dell’Interno britannico ha affermato che, “per contrastare trame terroristiche e il crimine organizzato, lo Stato deve avere la possibilità di intercettare il contenuto delle comunicazioni per ricavare informazioni sensibili e di utilizzare questi poteri per identificare le minacce più gravi contro il Regno Unito provenienti dall’estero e stabilire rapidamente collegamenti con i sospettati nel nostro Paese”.
La riforma prevede, inoltre, l’istituzione di un’apposita commissione, l’Investigatory Powers Commissioner, con il compito di autorizzare l’uso dei poteri, supervisionare la condotta delle agenzie governative e della polizia; in più, dovrà pubblicare un report annuale sull’attività svolta.
È palese che una tale legge metterebbe in pericolo la privacy di milioni di utenti; bisogna aspettare, adesso, per vedere come si esprimerà a tal proposito l’Unione Europea, che annovera tra i suoi obiettivi principali proprio quello di garantire una maggiore protezione della privacy dei cittadini europei.