Intelligenza Artificiale: tra innovazione, tutela dell’ambiente e diritto alla privacy

In un mondo sempre più interconnesso e digitale, in cui innovazione, tecnologia e diritto si fondono e costituiscono parti essenziali della nostra realtà, l’esigenza di proteggere l’ambiente in cui viviamo si fa sempre più pressante. Tuttavia, nonostante gli innegabili benefici che il progresso può portare con sé, non sono mancati degli effetti “collaterali”.

Il problema dell’inquinamento atmosferico assume, oggi, proporzioni sempre più preoccupanti e questo porta alla necessità di adottare azioni coscienti e mirate, volte a salvaguardare il nostro mondo. Tale esigenza si incontra con la realtà digitale e con il supporto che la stessa può dare in termini di innovazione e tutela dell’ambiente.

È importante, però, ricordare che la spinta all’innovazione digitale deve essere sempre contemperata con i diritti fondamentali degli individui.
Di questi temi se ne è parlato, in maniera approfondita, durante la web conference del 10 febbraio 2021 “Ambiente e Innovazione”, tenutasi nell’ambito del DIG.eat, l’evento annuale di ANORC, durante il quale l’Avv. Andrea Lisi, ha richiamato parti dell’opera “Privacy 2030. Una nuova riflessione per l’Europa” che raccoglie una serie di riflessioni e appunti dell’estimato Giovanni Buttarelli, ex Garante europeo per la Protezione dei dati personali, prematuramente scomparso. Nel volume, si ribadisce con fermezza l’esigenza di avere un’Europa che sia attiva sul fronte dell’emergenza climatica e si cerca di sensibilizzare i lettori sul tema.

 

IA e IoT: binomio vincente?

Come creare una realtà che sia rispettosa dell’ambiente, ma innovativa al tempo stesso? Una soluzione potrebbe essere l’avvalersi dei sempre più sofisticati strumenti di Intelligenza Artificiale, i quali sono al servizio delle nostre esigenze, anche delle più basilari. A questo proposito, non si può non citare l’avvento dell’IoT (Internet of Things) l’insieme di diversi dispositivi tra loro interconnessi, i quali possono svolgere svariate funzioni. Oltre a risolvere i piccoli inconvenienti della vita quotidiana, l’Intelligenza Artificiale permette di dare un grosso contributo alla protezione dell’ambiente in cui viviamo.

Nella web conference del DIG.eat[1] è intervenuto anche l’Avv. Luca Bolognini[2], Presidente dell’Istituto italiano per la Privacy e la Valorizzazione dei Dati (IIP), il quale ha menzionato la crescente affermazione, in alcune parti del mondo, delle smart cities, delle vere e proprie città intelligenti. Queste ultime si avvalgono degli strumenti dell’IoT e dell’evoluzione tecnologica allo scopo di migliorare le infrastrutture, tutelare l’ambiente e garantire servizi più efficienti ai cittadini.
Un esempio è l’Arabia Saudita che inizierà, quest’anno, la costruzione di una città tutta ecologica, battezzata The Line, la quale si svilupperà orizzontalmente, su una linea lunga 170 km arrivando a contenere un milione di abitanti che potranno spostarsi a piedi o, in alternativa, usando treni sotterranei ad altissima velocità. Una città, insomma, veramente smart e a prova di inquinamento.

 

Sorveglianza digitale: rischi per la privacy?

L’utilizzo massiccio di dispositivi collegati alla rete Internet, tuttavia, ha sollevato non poche polemiche, soprattutto in tema di rispetto del diritto alla riservatezza. Grazie all’evoluzione di strumenti digitali sempre più efficienti e sofisticati si semplificano enormemente le azioni quotidiane. Tuttavia, non si deve dimenticare che l’uso di questi dispositivi può comportare il rischio di sottoporre i cittadini a una costante sorveglianza.

Basti pensare all’utilizzo dei droni e di sistemi di videosorveglianza nei centri urbani e soprattutto nelle aree periferiche delle città, allo scopo di prevenire azioni criminali. Il punto, però, è che tecnologie di questo genere – come la videosorveglianza, la quale ha una ripresa ad ampio spettro – non fanno alcuna distinzione tra i soggetti ripresi.  Di conseguenza, il pericolo di ingerenze ingiustificate nella vita quotidiana è concreto. A tal proposito, allo scopo di tutelare quanto più possibile il diritto alla riservatezza delle persone, il Garante per la protezione dei dati personali ha stabilito che l’installazione di sistemi di rilevazione delle immagini debba avvenire nel rispetto del diritto fondamentale alla privacy e delle norme civili e penali.

La giornalista Maria Elena Capitanio, nel corso della webconference del DIG.eat, ha proposto uno spunto di riflessione sul difficile bilanciamento tra sicurezza e privacy, con un significativo riferimento all’uso, sempre più diffuso, delle fototrappole. Si tratta di dispositivi utili per il controllo di ampie zone, spesso periferiche o semi-disabitate, anche in assenza o in caso di scarsità di personale di vigilanza a disposizione. La contestuale trasmissione a distanza delle immagini e delle riprese, peraltro, permette di intervenire tempestivamente per accertare e contestare le infrazioni (per es. in materia di abbandono dei rifiuti).

A questo proposito, le normative hanno attribuito specifici compiti ai Sindaci, in materia di pubblica incolumità e sicurezza urbana, garantendo la possibilità di conservazione delle immagini “catturate” per un periodo massimo di sette giorni. Con il provvedimento dell’8 aprile 2010, il Garante della Privacy ha dettato disposizioni relative alla videosorveglianza nella sicurezza urbana e nel deposito di rifiuti; disposizioni che riguardano indubbiamente anche il fototrappolaggio, riconducibile alla categoria della videosorveglianza. In particolare, il Garante sottolinea come anche il fototrappolaggio ponga l’esigenza, al pari di altri sistemi di trattamento dei dati, di tutelare la privacy e proteggere i dati raccolti. Infatti, anche in tal caso, è doverosa un’informativa ex artt. 13 e 14 del GDPR, nel raggio di azione delle telecamere e vi è inoltre la necessità che il Titolare del trattamento metta in atto, secondo il principio di accountability, tutte le misure tecniche e organizzative al fine di prevenire il trattamento illecito di dati.

Inoltre, i dati trattati devono sempre essere pertinenti e mai eccedenti rispetto alle finalità perseguite, così come prevede il principio di minimizzazione del GDPR.  Anche il Comitato europeo per la protezione dei dati (European Data Protection Board) è intervenuto sul tema con la pubblicazione delle “Linee guida 3/2019 sul trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video”, proprio per dare indicazioni più chiare e precise in merito all’applicazione del GDPR, in materia di videosorveglianza. Nello specifico, le linee guida prevedono che le disposizioni del GDPR non si applichino nel caso di videoriprese relative a soggetti non identificabili, né direttamente né indirettamente. Vi è, poi, “l’eccezione domestica” per cui le garanzie previste dal GDPR non trovano attuazione nel caso in cui le telecamere riprendano esclusivamente attività domestiche e luoghi privati e non catturino, anche parzialmente, uno spazio pubblico. Obbligatorio è, quindi, dimostrare la necessità del sistema di videosorveglianza.

Le linee guida, inoltre, pongono l’accento sul presupposto fondamentale dell’esistenza di un interesse legittimo – reale ed attuale – per giustificare le videoriprese.

 

Conclusioni

Non ci sono dubbi sul fatto che l’implementazione di tecnologie digitali sia foriera di cambiamento e innovazione. Tuttavia, dobbiamo sempre tener conto dei rischi che un uso incontrollato di queste tecnologie può provocare. Come ricordava lo scienziato Stephen Hawking, nel 2014, dovrebbe essere sempre la tecnologia a porsi al servizio dell’uomo e non viceversa.

 

Note al Testo

[1] web conference del 10 febbraio 2021 “Ambiente e Innovazione”.

[2] Ospiti dell’evento anche Maria Elena Capitanio (giornalista e presidente del Think Thank Galileo); Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito (Avvocato e professore straordinario di giurisprudenza presso Uninettuno); Avv. Guido Scorza (componente del collegio del Garante per la protezione dei dati personali).

Ambiente e Innovazione

Rivedi la webconference del DIG.eat 2021

Rivedi la Web Conference: Ambiente e Innovazione, moderata da Andrea Lisi con la partecipazione Luca Bolognini, Maria Elena Capitanio, Fulvio Sarzana, Guido Scorza.

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