Il popolo digitale dice addio a Steve Jobs

Nella notte se n’è andato Steve Jobs, fondatore della Apple e vero guru per tutta una generazione (forse più d’una) che si è riconosciuta nei prodotti della sua azienda, strumenti e simboli di un preciso stile di vita tecnologico. Grande visionario e innovatore, a lui e alla Apple va riconosciuto un ruolo determinante nello sviluppo dell’informatica e nell’allargarsi su vasta scala del suo utilizzo, nella diffusione della “virtualità” e di un nuovo modo di comunicare, ascoltare musica, scambiarsi informazioni, attraverso l’utilizzo di strumenti sempre più piccoli, leggeri, interoperabili, nati per essere nello stesso tempo la risposta e il motore di un cambiamento nel modo di lavorare e vivere, un modo sempre più libero da vincoli fisici e geografici, dinamico e digitale, proiettato su vaste distanze globali.

Rimane da sperare che altri al suo posto sappiano intuire così bene le esigenze del popolo informatico, e sappiano supportare con la stessa intelligenza e lungimiranza la rivoluzione digitale che ci coinvolge e che può, se ben indirizzata, semplificare e cambiare in meglio la nostra vita.