Firme elettroniche e biometria nella rivoluzione digitale delle banche. L’esperienza della Banca Popolare di Milano

Intervista al dr Massimiliano Lovati, Responsabile degli affari legali della Banca Popolare di Milano e Vice Presidente dell’associazione AIFAG
Nella prospettiva di un futuro prossimo in cui la carta cederà sempre più il passo al digitale e ci sarà quindi un crescente bisogno di strumenti sicuri e affidabili con i quali garantire la paternità e l’immodificabilità dei documenti digitali, acquisiscono sempre più rilievo gli strumenti di firma elettronica e i processi grafometrici che ci consentono di sottoscrivere un documento o di accreditarci all’utilizzo di un servizio in un modo tutto nuovo rispetto a quello dettato dalle nostre inveterate abitudini analogiche. 
Il settore bancario è sicuramente, tra i diversi ambiti, quello in cui le firme elettroniche e la grafometria trovano più ampi e nuovi campi d’applicazione, diventando quasi un “laboratorio”, un banco di prova per processi e sistemi che potranno poi trovare una più varia e larga diffusione.
E proprio del futuro della banca senza carta la Digital&Law Department vuole parlare con il dott. Massimiliano Lovati, Responsabile degli affari legali della Banca Popolare di Milano e Vice Presidente dell’associazione AIFAG (Associazione Italiana Firma elettronica Avanzata, Biometrica e Grafometrica, nata per iniziativa dell’avv. Andrea Lisi e del notaio Eugenio Stucchi).
In base alla sua esperienza nella BPM, come si sta strutturando il rapporto tra banca, firma elettronica e grafometria? Quali i possibili sviluppi futuri o le eventuali criticità?
BPM ha realizzato per la propria rete fisica una nuova piattaforma di front office integrata con il sistema informativo della banca che è stata completata con l’introduzione di una soluzione di firma su tablet della contrattualistica.
Si tratta di uno strumento che permette una gestione innovativa del processo di vendita e del ciclo di vita del contratto, che viene prodotto, sottoscritto e archiviato in modalità digitale. 
Tutta la procedura è interamente guidata secondo le logiche di un sito di vendite on line e il cliente può visualizzare i documenti con facilità, in quanto è stato scelto uno strumento di firma che ha un formato A4. In sostanza il cliente riproduce su tablet un gesto che per tutti noi è assolutamente naturale (la sottoscrizione olografa).
La digitalizzazione dei documenti e degli archivi semplifica la fase logistica e garantisce un risparmio di costi che contribuisce altresì a ridurre l’impatto ambientale delle nostre attività; tematica che da sempre sta a cuore alla nostra azienda.
Proprio per la struttura che è stata data ai processi vengono garantiti, nell’interesse anche della clientela, gli adempimenti obbligatori per legge (privacy, FATCA, Mifid, antiriciclaggio), contribuendo a diminuire i rischi operativi per la Banca.
Si tratta di una base di partenza per BPM, attesa la volontà del management di trasformare l’azienda in una banca paperless e con processi digitali.
State sviluppando o avete già sviluppato dei particolari progetti che riguardano l’utilizzo di questi sistemi da parte dei vostri clienti? Come sono stati accolti dagli utilizzatori?
Poiché il rilascio sulla rete è già avvenuto nel corso del 2013 posso affermare che la firma grafometrica è in questo momento lo standard operativo per il mondo retail (a cui è al momento offerta). 
La clientela, di cui all’inizio non potevamo prevedere la reazione, ha accolto con entusiasmo questa innovazione: alla data odierna tutti i soggetti a cui è stata proposta –(con l’eccezione di un solo soggetto) – hanno aderito al servizio.
Abbiamo pertanto deciso di estendere il sistema anche all’operatività fuori sede, dotando i nostri promotori finanziari e i private bankers di BPM di appositi tablet.
L’unica criticità è stata l’iniziale e fisiologica resistenza al cambiamento registrata da parte degli operatori i quali, peraltro, una volta che hanno avuto la possibilità di “toccare con mano” i vantaggi anche per loro, sono diventati i più strenui sostenitori della digitalizzazione.
Come Responsabile degli affari legali di BPM ma anche come Vice Presidente AIFAG, quali sono a suo parere i punti fermi dai quali l’utilizzo delle firme elettroniche e della grafometria non deve prescindere?
Una soluzione di firma grafometrica comporta necessariamente la gestione di dati biometrici del cliente. Pertanto non si può prescindere dall’affrontare i due aspetti principali: (a) sicurezza e affidabilità degli strumenti impiegati e dell’intero processo di firma, (b) adesione del cliente al servizio offerto esclusivamente sulla base di un consenso pienamente informato.
Il momento storico è particolarmente favorevole all’introduzione di soluzione di questo genere, che sono allo studio o in fase di realizzazione da parte di tutti i players del mercato finanziario (Banche, Assicurazioni, SGR ecc.). Ritengo perciò indispensabile che tutti gli attori coinvolti assumano atteggiamenti trasparenti e comprensibili da parte di coloro che usufruiranno di tali servizi.