Dropbox si adegua alla normativa privacy della UE

Se siete tra i cento milioni di iscritti al servizio cloud di Dropbox, riceverete in questi giorni una mail riepilogativa sull’aggiornamento dei termini di servizio e la variazione della normativa privacy. L’archivio virtuale fondato da Drew Houston e  Arash Ferdows, con sede a San Francisco, per offrire i suoi servizi di cloud computing nel Vecchio Continente, ha dovuto adeguarsi alla normativa europea in materia di protezione di dati personali, la quale prevede l’introduzione dell’obbligo di riservatezza, integrità e disponibilità dei dati trattati.
È stato inoltre limitato il trasferimento di dati verso paesi al di fuori dall’UE, per una divergenza normativa sulla privacy. In pratica, se si utilizza un servizio di cloud con server locati fuori dal territorio dell’Unione, il servizio stesso può essere utilizzato solo se il provider si adegua alla normativa comunitaria aderendo a un protocollo statunitense denominato Safe Harbor.
Dropbox ha subito manifestato l’interesse all’adeguamento per mantenere la sua posizione nel mercato europeo, le nuove condizioni di servizio saranno effettive a partire dal 24 marzo 2014. Tra le novità, oltre a uno snellimento della privacy policy, semplificata e maggiormente comprensibili, c’è anche l’introduzione di un arbitrato,un modo rapido ed efficace per risolvere le controversie che offre un’alternativa a opzioni come i tribunali statali o federali in cui il processo può richiedere mesi o addirittura anni.