Diritto penale dell’informatica: intervista a Daniele Minotti

Abbiamo rivolto alcune domande al nostro Of Counsel, l’avv. Daniele Minotti, specializzato in diritto penale delle nuove tecnologie, per saperne di più sui nuovi fenomeni di illegalità in rete o connessi alle nuove tecnologie della comunicazione.
La rete,e più in generale i dispositivi tecnologici ad essa connessi, diventano “armi” e luoghi del delitto, come è cambiato nel tempo questo fenomeno?Devo premettere che ho difficoltà a parlare di Internet – della telematica in genere – come una cosa o un luogo. La Rete, pur formata da tanti beni-oggetti informatici è, a mio avviso, soltanto un mezzo.Ciò detto, è innegabile che, considerata l’enorme diffusione del medium, sempre più reati, ove tecnicamente possibile, sono commessi per via telematica.Non soltanto per l’accessibilità (intesa anche come “popolarità”), ma pure per quella diffusa sensazione-illusione di impunità che esso genera in molti: un conto è metterci la faccia, altro un semplice device. Non sempre, però, questa impunità esiste realmente.
Di cosa si occupa nello specifico il diritto penale dell’informatica?Anzitutto, degli illeciti che sono chiamati “reati informatici in senso proprio”, cioè quelli che colpiscono i “beni informatici”, ad esempio l’accesso abusivo a sistema informatico, le varie figure di danneggiamento informatico, la frode informatica, ecc.Ma il diritto penale dell’informatica si occupa anche di reati “tradizionali” commessi mediante informatica e telematica e per i quali occorrono, da parte del legale, competenze giuridiche specifiche, ma anche familiarità con la tecnologia.Questi reati sono sempre più presenti nelle statistiche giudiziarie: diffamazioni, truffe via email, sostituzioni di persona (“furti d’identità”) e tutto ciò che può essere veicolato mediante il mezzo tecnologico. Impossibile farne un elenco esaustivo, anche perché occorrerebbe aggiornarlo ogni giorno.
In quali casi è necessario rivolgersi a un esperto di diritto penale dell’informatica?La risposta è ovvia: quando c’è un problema penale collegato all’informatica. Chi si rivolgerebbe ad un neurologo per curare una bronchite?
Quali sono i reati informatici più comuni? Quali vengono compiuti in contesti aziendali?Nel contesto business sono certamente molto diffusi gli attacchi al patrimonio imprenditoriale: oltre ai sabotaggi (veri e proprio casi di danneggiamento informatico), mi viene da pensare ai “furti” di know-how che si commettono mediante accessi abusivi o intercettazioni ai sistemi informatici aziendali.Molto diffusi sono anche i reati connessi agli abusi dei sistemi da parte di o contro i dipendenti, specie riguardo alle comunicazioni (email, sociale network, ecc.).
Che rapporto esiste tra i reati penali informatici e la responsabilità amministrativa e penale degli enti ai sensi del d.lgs. 231?Esiste il rapporto che è fissato dallo stesso decreto legislativo. La lista dei reati che posso comportare la responsabilità delle persone giuridiche si allunga sempre di più, ma quelli informatici sono tradizionalmente collegati a questa disciplina.Ed è proprio la particolarità di tali reati, che presentano aspetti tecnici non secondari, a consigliare particolare cura nella stesura dei modelli organizzativi anche con l’ausilio di un legale che abbia, pur senza la pretesa di sostituirsi ad un informatico, sufficienti cognizioni tecniche.