Il mondo della digitalizzazione, con la transizione digitale e la rivoluzione pandemica, ha richiesto nuovi strumenti e risorse al fine di operare con i dati. La complessità e la mole dei dati personali che circolano attualmente sono impressionanti e, soprattutto, ha colto alla sprovvista molte realtà di ogni settore sia pubblico che privato. L’esigenza scaturita, quindi, è quella di doversi affidare a nuove figure professionali specializzate nell’ambito della data governance. Ad emergere, quindi, sono differenti e competenti figure come il DPO (Data Protection Officer), Professionisti privacy (Manager privacy; Valutatore Privacy; Specialista Privacy); Professionisti della digitalizzazione (Responsabile della Gestione documentale; Responsabile della conservazione; Responsabile del servizio esterno di conservazione; Responsabile Open Data; Responsabile della trasparenza e pubblicità legale); Responsabile per la Transizione Digitale (ex art. 17 CAD); Giuristi esperti nell’amministrazione digitale.
La situazione attuale
I settori in cui possono operare spaziano dal mercato delle aziende alle Pubbliche amministrazioni, sino ad arrivare alle Istituzioni. Eppure, ad oggi ancora molte realtà non hanno sopperito a questa nuova esigenza.
L’aspetto preoccupante è la prassi di colmare a tale lacuna affidando la Data Governance a soggetti interni non adeguatamente formati piuttosto che affidare tale delicato compito ad una figura specializzata e competente. I reparti più coinvolti sono quelli IT o di Progettazione, i quali raramente hanno un DPO esterno ed imparziale ad affiancare la realtà aziendale.
La scelta di non affidarsi a un professionista adeguatamente formato e che abbia già una propensione allo studio della materia e le relative competenze, comporta inevitabilmente un alto rischio delle realtà stessa. Nell’ultimo anno si è assistito ad un aumento rilevante di Data Breach e ad incongruenze normative e tecniche nell’uso di nuove piattaforme; ciò è il risultato di questa mancata cura per il dato e il frutto dell’affidamento a competenze approssimative e frettolose.
I vantaggi di investire
Inoltre, non si riesce ancora a valutare a pieno il potenziale dei dati. Il loro corretto uso affiancato a una corretta analisi e gestione delle informazioni potrebbe ottimizzare il lavoro e garantire una maggiore qualità delle stesse informazioni, una maggiore sicurezza e una maggiore affidabilità all’esterno.
La Brand Identity di una realtà potrebbe solo giovare nell’investire nel mondo della sicurezza digitale, poiché la richiesta degli user attuali e la visione di un cliente è proiettata al bisogno di sentirsi al sicuro, soprattutto nel mondo del digitale. Garantire una corretta gestione del dato di chi si affida ad un Ente o ad un’azienda comporta una maggiore fidelizzazione e una corretta trasparenza nei confronti degli utenti/clienti.
L’importanza del capitale umano
Il percorso che si sta pian piano delineando passa attraverso la sensibilizzazione sull’importanza della tutela del dato e, contemporaneamente, le realtà in gioco dovranno sempre più affidarsi alle giuste competenze di queste nuove figure professionali. Il futuro richiederà la necessità di acquisire nuove skills e di garantire un’alta qualità dei risultati per poter rimanere al passo con la trasformazione tecnologica e gli emergenti settori quali l’ambiente, la privacy e la digitalizzazione.
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