Dall’abrogazione del Codice privacy, all’inapplicabilità del Regolamento UE: questione di responsabilizzazione

Più di venti anni fa eravamo i pionieri del settore privacy in Europa, grazie al Codice in materia di protezione dei dati personali, un Codice autorevole, che vanta una sua storia. Oggi, a seguito della sua annunciata abrograzione l’avv. Andrea Lisi, esprime le sue considerazioni in merito, all’interno del suo Blog, pubblicato sulle pagine del Il Fatto Quotidiano, per restituire una diagnosi completa, dello stato di avanzamento del percorso di adeguamento al GDPR fin qui condotto dal nostro Paese, tra mosse potenzialmente incostituzionali ed eccessi di delega. 
A causa dei ritardi nell’affrontare la questione, si è scelto di optare per gettare all’aria tutto il nostro sistema normativo preesistente, dando anche ai più la pericolosa sensazione che il Regolamento vada in qualche modo ulteriormente precisato e non sia direttamente applicabile nel nostro ordinamento giuridico, tanto da portare qualcuno a consigliare in questi giorni di sospendere qualsiasi adeguamento al GDPR.

Non ultimo, alcune associazioni di categoria, rappresentative del settore,hanno conseguentemente intrapreso un’azione congiunta, volta a riconoscere apertamente e a sensibilizzare sui pericoli derivati da un approccio dettato dalla fretta e dal semplicismo, tendente ad esporre a rischio l’intero Sistema Paese.

Vi invitiamo a leggere l’approfondimento, pubblicato sulle pagine del blog dell’avv. Lisi, del Il Fatto Quotidiano, al seguente link

Buona lettura!