Dalla resistenza culturale alla collaborazione digitale: basta chiacchiere da “Gattopardo”

Cosa determina il successo della trasformazione digitale? Il punto di partenza è davvero l’acquisto di hardware, software, strumenti e piattaforme digitali per il telelavoro o per lo smart working o piuttosto occorre partire dalla condivisione di un progetto di cambiamento, che determini nuovi obiettivi di rendimento?

Il dott. Fabrizio Lupone presenta un nuovo approfondimento sulle pagine della rubrica “Digital & Law” di K4Biz, occupandosi del post emergenza e delle paure legate al superamento non tanto del contagio, quanto di alcune resistenze culturali, da sempre radicate nel nostro Sistema Paese.

 

La “naturale” resistenza culturale nei riguardi del cambiamento

Siamo tutti portati ad avere una naturale resistenza culturale nei riguardi del cambiamento. Siamo perciò portati in maniera naturale a tener lontano l’innovazione e lo “sforzo” che ne deriva, a meno che non se ne percepisca davvero il beneficio o non vi sia un’emergenza – come quella in corso – o non subentri l’obbligo imposto da parte del Legislatore.

È bene tener presente tuttavia che non tutti i servizi e progetti di digitalizzazione generano un miglioramento rispetto alla gestione analogica tradizionale, anzi spesso è il contrario: capita che ci sia un peggioramento o una maggiore burocrazia digitale per la percezione degli utilizzatori.

 

Soggetti trainanti e punti di forza

Questo articolo si rivolge in particolare ai vertici aziendali, ai titolari di studi professionali, ai funzionari delle pubbliche amministrazioni: è in loro che deve scattare “la molla” mentale e sono loro a dover dare l’impulso ossia il giusto commitment per coinvolgere i fruitori dei processi nella fase di analisi per la trasformazione digitale, soprattutto quando passerà questa fase emergenziale.

 

L’articolo nella sua versione integrale è consultabile al seguente link

 

Sosteniamo la Croce Rossa Italiana

Il Team di Studio legale Lisi e Digital&Law Department vi invitano a “fare comunità” e sostenere la Croce Rossa Italiana: basta condividere gli hashtag #attentialletruffe e #donacontroilvirus nei vostri post, indicando il link ufficiale della CRI  dal quale poter fare una donazione.

Grazie a tutti coloro che vorranno condividere l’iniziativa.

 

Foto di Leo Cardelli da Pexels