Cyberbullismo e violenza online: la conoscenza è la vera difesa – Rivedi la puntata de Lo ho-BIT

Nella nuova puntata de “Lo Ho-BIT”, l’Avv. Andrea Lisi si confronta nuovamente con i suoi ospiti fissi, Isabella Corradini e Edoardo Limone, sui temi del cyberbullismo e della violenza online, problematiche che ormai da tempo affliggono i giovanissimi, dipendenti dalla vita in rete e ancora inconsapevoli delle conseguenze irreparabili di queste nuove forme di comportamenti aggressivi.

Un problema che persiste da oltre vent’anni

Benché si parli solo ora di tali problematiche con un denominazione precisa, nel corso degli anni sono stati diversi i fatti di cronaca che hanno catturato l’attenzione delle testate giornalistiche, in un’epoca in cui, tra l’altro, la tecnologia non era lontanamente paragonabile a quella odierna. Tuttavia, come sottolinea l’Avv. Andrea Lisi, le conseguenze di tali azioni hanno avuto per le vittime conseguenze devastanti, costringendole, nel peggiore dei casi, anche a cambiare vita, come è stato per Chiara, protagonista di un caso che oggi definiremmo di “revenge porn”, nel lontano 2002.

Questione di moderazione, anonimato ed educazione digitale

L’evoluzione di Internet ci ha portato ad assistere inconsapevolmente alla nascita di questi fenomeni: come ricorda Edoardo Limone, in passato abbiamo vissuto l’epoca dei forum, moderati attentamente da più utenti e regolati da rigidi codici etici per poi passare alle piattaforme social, universi liberi e incontrollati in cui quel tipo di moderazione è andata persa. Non di meno, ad oggi sono sempre più diffusi i cosiddetti “leoni da tastiera” che nascondendosi dietro lo schermo di un pc, si sentono in diritto di offendere e aggredire gli utenti non esponendosi mai in prima persona. A tutto questo, sembra aggiungersi come sempre l’assenza di una corretta cultura digitale, soprattutto per quanto riguarda gli adulti, molto spesso impreparati ad usare i dispositivi tecnologici.

Fenomeni preoccupanti: la cultura digitale può aiutare a risolverli

Secondo Isabella Corradini la violenza online è un fenomeno attualissimo e preoccupante, anche solo per il fatto che sui social le persone si sentano in diritto di denigrare gli altri, credendo che le conseguenze delle loro azioni siano meno gravi rispetto a quando avvengono in presenza. Assistiamo ogni giorno a ciò che viene definito in termini tecnici “disimpegno morale”, capace di liberare l’individuo dal senso di autocondanna, e alla spersonalizzazione di chi diviene vittima di atti di bullismo.
Tuttavia gli strumenti per realizzare una corretta cultura digitale non mancano, partendo da quelli strettamente normativi fino ai recenti progetti educativi per i più giovani.

Attivarsi per diffondere consapevolezza e una corretta educazione digitale è quindi un dovere morale non solo delle istituzioni ma anche dei professionisti che si occupano di tali tematiche e che in quanto tali devono prodigarsi per evitare che questi episodi diventino a tutti gli effetti abitudini della nostra società.


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Immagine di copertina concessa da MRTV