Premessa
Proseguendo nell’analisi del “Referto in materia di informatica pubblica 2019”, approvato dalla Corte dei conti nell’adunanza delle Sezioni riunite in sede di controllo del 3 ottobre 2019 e pubblicato sul sito ufficiale il 26 novembre scorso, si analizzano i risultati conseguiti e le criticità di alcune delle piattaforme abilitanti: soluzioni che offrono funzionalità fondamentali nella digitalizzazione dei procedimenti amministrativi delle PA, riducono i tempi e i costi di realizzazione dei servizi e garantiscono maggiore sicurezza informatica e omogeneità nella modalità di erogazione.
Sistema pubblico di identità digitale (SPID)
Il progetto Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), nato nel 2014, consente ai cittadini di accedere ai servizi online delle Pubbliche amministrazioni tramite un’unica identità digitale.
A decorrere dal 10 settembre 2019 l’identità digitale SPID può essere utilizzata per l’accesso ai servizi in rete di tutte le Pubbliche amministrazioni dell’Unione, secondo quanto disposto dal Regolamento eIDAS.
Nonostante la forte attenzione dei Governi che si sono susseguiti nel corso di questi ultimi anni, la diffusione di SPID non ha rispettato le attese previste. In particolare, stenta l’adesione dei cittadini, nonostante i 9 identity provider disponibili e l’adesione di circa 4000 comuni. Stando ai dati attuali, infatti, circa un milione di utenti richiedono le credenziali SPID ogni anno; in questo modo, occorreranno decine d’anni per far sì che l’utilizzo sia al pari delle attese.
È di pochi mesi fa, inoltre, l’emanazione delle “Linee guida per il rilascio delle identità digitali per uso professionale”, emanate con Determina AgID n. 318/2019: dal 1°dicembre 2019 gli identity provider dovranno rilasciare identità digitali SPID con la possibilità di un attributo che consenta di dimostrare l’appartenenza di una persona fisica all’organizzazione di riferimento e/o la sua qualità di professionista.
Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR)
Nel 2012 è stato istituito presso il Ministero dell’Interno l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR): una base dati d’interesse nazionale con l’obiettivo di far convergere tutte le anagrafi comunali in un’unica infrastruttura telematica, ponendosi così come l’unico sistema anagrafico di riferimento per il Paese. Il progetto dell’ANPR, per la cui realizzazione il Ministero si avvale di SOGEI S.p.A., è al centro di provvedimenti attuativi che hanno definito le varie fasi da seguire per la sua implementazione.
I tempi previsti dalla normativa vigente non sono stati rispettati, forse per l’elevato numero di banche dati esistenti nei Comuni d’Italia e per le diverse soluzioni software adottate e realizzate da circa 50 software house. Superate le difficoltà iniziali, c’è stato un forte un impulso dovuto anche all’esperienza positiva dei Comuni subentrati.
Carta d’identità elettronica (CIE)
La Carta d’identità elettronica (CIE) è il documento di identità digitale rilasciato su supporto informatico e munito di elementi che garantiscono l’identificazione fisica del titolare, il cui processo di produzione, emissione e rilascio ha avuto inizio nel 2016. Il Ministero dell’interno è responsabile della governance del progetto e della sicurezza del circuito di emissione.
Anche in questo progetto, sono state riscontrate criticità: scarsa informazione verso i cittadini in merito alla sua modalità di emissione, ai costi, alla necessità di prenotazione per la richiesta allo sportello comunale e alla spedizione di questa all’indirizzo comunicato dal cittadino. Si aggiunge, inoltre, la scarsa sensibilità dei Comuni ad attivare gli sportelli per l’emissione della CIE: i tempi d’attesa sono lunghi (variano da alcuni giorni ad alcuni mesi), a differenza del cartaceo, “pronto” in tempo reale. La Corte dei conti raccomanda di effettuare un’analisi per capire se i ritardi nel rilascio dipendono dagli eccessivi carichi di lavoro e code oppure vanno riscontrati da eventuali aspetti disfunzionali nell’organizzazione del rilascio.
Come annunciato dal premier Conte qualche mese fa, la Carta d’identità elettronica sembrerebbe la candidata ideale a diventare il sistema di autenticazione unico e generalizzato.
PagoPA
Istituito nel 2011, PagoPa è la piattaforma unica dei pagamenti pubblici italiani, avente l’obiettivo di semplificare e rendere più trasparente e sicuro qualsiasi pagamento verso la pubblica amministrazione. Dal suo avvio nel 2012, il progetto ha avuto uno scarso utilizzo, considerando la quantità dei potenziali fruitori. Con gli interventi effettuati successivamente, tra cui la necessità di revisionare l’interfaccia utente online, web e mobile e rimodulando, per i pagamenti fisici un più intuitivo avviso cartaceo si è giunti, nel febbraio del 2018, ad una versione definitiva della piattaforma ancora.
Attualmente il sistema è ampiamente diffuso tra le pubbliche amministrazioni e le adesioni sono aumentate passando dalle 10.000 del 2015 alle oltre 17.000 a fine settembre 2018.
Fascicolo Sanitario elettronico (FSE)
Il Fascicolo Sanitario elettronico (FSE) è lo strumento che contiene in sé tutte le informazioni e i documenti prodotti da medici e operatori sanitari anche di strutture diverse (ASL, medici di famiglia ecc.…) e consente di facilitare l’accesso alle informazioni da parte dei pazienti nonché delle strutture sanitarie. Nel fascicolo sanitario elettronico il cittadino archivia la sua storia clinica e mantiene aggiornati i dati riferiti alla sua salute.
Ad oggi, il 95% delle regioni italiane consente ai cittadini la possibilità di attivare un fascicolo sanitario elettronico. Le ultime rilevazioni sul sito ufficiale di AgID evidenziano che, ad oggi, i fascicoli attivati sono 11 milioni con 239 milioni di referti digitalizzati.
Fatturazione elettronica
La Legge finanziaria del 2008 ha introdotto l’obbligo della Fatturazione elettronica verso le PA e di utilizzo del sistema d’interscambio (SdI) per la trasmissione e smistamento alle amministrazioni destinatarie delle fatture. Nel 2015, il Legislatore ha introdotto la possibilità per i contribuenti di utilizzare volontariamente e gratuitamente il SdI per la generazione, la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche emesse anche nei confronti di soggetti diversi dalle PA.
Il sistema, ormai consolidato, ha coinvolto oltre 1 milione di titolari di partite IVA con 119 milioni di fatture elettroniche complessive gestite dal Sistema di Interscambio.
Grazie al trend positivo di crescita del progetto, l’Italia si posiziona al 5°posto a livello europeo nell’ambito della diffusione dei processi della fatturazione elettronica in ambito DESI.
Piattaforme abilitanti in fase di progettazione
Alcune delle piattaforme abilitanti in fase di progettazione sono:
- ComproPA: sistema nazionale di e-procurement che interconnette tutti gli attori coinvolti nel processo e garantisce la gestione dell’intero ciclo di vita degli appalti pubblici;
- Sistema di gestione dei procedimenti amministrativi nazionali: garantisce la comunicazione digitale tra cittadini e PA tramite il domicilio digitale e consente la dematerializzazione dei procedimenti amministrativi;
- Poli di conservazione: sistema realizzato dalle PA per l’erogazione di servizi di conservazione documentale, con il coinvolgimento dell’Archivio centrale dello Stato.
Considerazioni finali
Nell’ambito delle piattaforme abilitanti sussistono ulteriori obiettivi strategici generali da raggiungere, tra cui, innanzitutto, quello di favorire l’adozione: non tutti i cittadini sono a conoscenza delle piattaforme dal cui utilizzo non possono che derivare vantaggi in termini di costo e di tempo.
Le piattaforme sono sottoposte a miglioramenti costanti o, nel caso, sottoposte all’aggiunta di nuove funzionalità, necessarie per stare al passo con la tecnologia. È compito dell’AgID, inoltre, quello di individuare e realizzare ulteriori piattaforme abilitanti oltre a quelle già menzionate.
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