Copyright: l’Italia si unisce alla Direttiva Europea

Il 29 ottobre scorso il Senato ha dato il via libera al DDL di delegazione al Governo per il recepimento di ben 33 direttive comunitarie in vari campi. Tra queste anche la Direttiva Copyright 2019/790. Si tratta del primo passo dell’iter del provvedimento, che passa ora all’esame della Camera.

 

La Direttiva

Il testo in questione riguarda il diritto d’autore e i diritti connessi nel mercato unico digitale; in particolare gli scopi perseguiti dalla direttiva riguardano principalmente:

  • il rafforzamento della tutela del diritto d’autore e diritti connessi in ambito digitale;
  • l’adeguamento della legislazione alle evoluzioni tecnologiche in modo da renderla flessibile ad eventuali nuovi sviluppi;
  • il bilanciamento degli interessi dei titolari dei diritti e quelli delle piattaforme, nonché il diritto all’informazione e all’espressione degli utenti su internet;
  • la garanzia di un adeguato compenso agli autori di opere giornalistiche protette da copyright per il loro utilizzo da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione.

Snippet: le novità

La riforma è stata molto discussa poiché si intravedeva il rischio di una sorta di tassa per le pubblicazioni on line.

Tra le novità che dovrebbero essere introdotte, vi è la chiara necessità di una disciplina e definizioni precise delle eccezioni o limitazioni ai fini dell’estrazione del testo (in particolare per gli snippet), “garantendo adeguati livelli di sicurezza delle reti e delle banche dati nonché definire l’accesso legale e i requisiti dei soggetti coinvolti; un’eventuale definizione più chiara delle regole poste ad escludere un’opera dal meccanismo di gestione delle licenze.

Rapporto autore-editore

Il testo introduce, inoltre, una adeguata tutela e adeguati proventi per autori ed editori in caso di utilizzo online delle pubblicazioni e fornisce definizioni precise in relazione alla responsabilità dei provider in caso di utilizzo di contenuti protetti ove non vi sia l’autorizzazione da parte dei titolari dei diritti.

In particolare, viene incentivata la stipula di accordi tra gli editori degli Stati membri con i grandi player, per ottenere un equo corrispettivo. Ciò avverrà con un meccanismo di adeguamento della giusta remunerazione e includerà tutti i creatori di opere e di lavori pubblicati sulle più disparate piattaforme web.

Conclusioni

Una nuova disciplina che dovrebbe uniformare un campo ormai discusso e che abbraccia un tema fondamentale quello dell’economia digitale.  Ci si augura uno sforzo decisivo da parte di tutti gli Stati membri poiché, oggi, i contenuti online e le piattaforme sono strumenti che devono trovare giusta interpretazione normativa.

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