Come cambia la sicurezza informatica ai tempi del cloud

Nella prospettiva di un futuro basato sull’internet of things, quando ci saranno almeno duecento miliardi di apparecchi connessi, la sicurezza informatica non potrà più essere basata sui software antivirus, i firewall e la gestione degli accessi. 
L’utilizzo del cloud e in generale delle nuove tecnologie aumenterà esponenzialmente la superficie virtuale esposta agli attacchi generando nuove sfide per la cyber security.
Secondo Art Coviello, general manager di Rsa, la divisione security e crittografia del colosso americano dello storage Emc, l’adozione delle tecnologie digitali di nuova generazione, come il cloud computing, il big data, i social media e gli apparecchi mobili (smartphone e tablet) è servita alle aziende per raggiungere obiettivi di business non più ritardabili: fare più con meno, flessibilità e agilità dei sistemi, vista integrata dell’azienda, nuove informazioni dai dati. Ma, sostiene Coviello, per raggiungere gli obiettivi di trasformazione del business e delle risorse It è necessario un elemento di “trust“, di fiducia all’interno delle organizzazioni e nei confronti dei soggetti con i quali esse collaborano.
L’unica soluzione per una sicurezza informatica efficace e predittiva è rendere i cloud accessibili agli esperti di cyber security, dare loro la possibilità di analizzare i big data e scoprire minacce in tempo reale. La sicurezza informatica migra dunque verso l’intelligence.