Cloud e privacy: dalle foto dei VIP ai dati aziendali, si può tutelare la sicurezza?

Il caso delle foto private dei VIP hackerate e postate sui social network passa in mano all’FBI su richiesta dell’attrice Jennifer Lawrence. Allo stesso tempo anche Apple ha avviato un’indagine interna per verificare la sicurezza del suo iCloud e attivare delle procedure che rafforzino, in questi termini, l’APP Trova il mio iPhone su cui nei giorni scorsi, a causa di una falla nel sistema, ci sono stati dei tentativi di hackeraggio sulle password degli utenti.
iCloud, la nuvola di Cupertino, conta oltre trecentoventi milioni di iscritti che lasciano in custodia sui server i loro dati. I sistemi e le tecnologie in Cloud sono di fatto in continuo aumento e si stanno diffondendo come soluzioni ottimali anche per le piccole e medie imprese, soprattutto per l’opportunità di contenimento dei costi di gestione. Il dubbio sulla sicurezza rimane e sarebbe opportuno che chiunque si appresti a utilizzare la "nuvola" segua un paradigma di norme che tutelino l’utente. 
Non ne si può prescindere, i rischi per la privacy e per la sicurezza di dati e informazioni sono incalcolabili. Ma le opportunità sono altrettanto sconfinate ed estremamente affascinanti.
Tuttavia, si commetterebbe una grave ingenuità se si sottovalutassero le fondamentali implicazioni sotto il profilo della sicurezza delle informazioni che vengono immagazzinate virtualmente, specialmente per quanto riguarda i dati di rilevanza pubblicistica, i dati strategici e i dati personali sensibili. È, perciò, necessaria l’adozione di sistemi e applicazioni informatiche che permettano un sempre maggiore sfruttamento delle enormi potenzialità e dei vantaggi del cloud e, al tempo stesso, garantiscano la possibilità di mantenere il controllo delle informazioni memorizzate.
Per approfondire l’argomento e chiarivi le idee, vi consigliamo la lettura del nostro eBook dedicato al Cloud Computing in download gratuito al seguente link.