Chrome, i cookie di terze parti e il gioco delle tre carte di Big G

A partire dal 2022 Chrome ha annunciato che dirà addio ai cookies di terze parti, ma perché questa notizia non dovrebbe risultare una novità?

Com’è noto il motore di ricerca non è il primo a intraprendere questa via, suoi predecessori erano stati già Safari di Apple e Firefox Focus della Mozilla Foundation che bloccano di default i cookies di terze parti.  Quindi qual è il vero cambiamento che potrebbe mettere in atto Big G?

Insieme all’Avv. Mario Montano  cerchiamo di scendere più nel dettaglio analizzando il sistema di profilazione e come funziona la privacy per gli utenti in un nuovo approfondimento per le pagine della Rubrica Digital & Law di Key4biz.

 

La vera notizia

Ciò che dovrebbe attirare la nostra attenzione non è tanto la rinuncia dei cookies, quanto che sia la società che detiene il monopolio delle attività di advertising, Google, ad abbandonare lo strumento per tracciare gli utenti, profilarli e innescare uno scambio d’esperienza sul web. Infatti non ci sono solo i nostri “biscottini” a tracciarci, nel corso del tempo sono stati sviluppati mezzi più sofisticati come: local storage; indexedDB; webSQL; Service worker.

Ma quali sono nel dettaglio le funzionalità di questi strumenti, come funziona veramente Google e quali saranno le conseguenze di queste decisioni?

Questo articolo è apparso originariamente su Key4biz.it. Per continuare a leggere la versione integrale clicca qui.

Identità digitali a prova di futuro

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Rivedi il webinar dell’Avv. Mario Montano incentrato sulle identità digitali, in particola lo SPID alla luce del D.L. 76/2020

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