Brexit: quali effetti sulla libera circolazione dei dati?

Il Comitato Europeo per la protezione dei dati (EDPB) in occasione della settima riunione plenaria tenutasi il 12 febbraio, ha adottato una nota informativa destinata alle aziende e alle autorità pubbliche che interessa il trasferimento dei dati all’estero, in caso di Brexit senza un accordo con l’UE.

Precisamente si è deciso che, in assenza di un accordo tra UK e UE, il flusso di dati dal SEE (Spazio Economico Europeo) al Regno Unito dovrà basarsi su uno degli strumenti previsti dal GDPR: clausole-tipo di protezione dei dati o clausole ad hoc, norme vincolanti d’impresa, codici di condotta e meccanismi di certificazione e strumenti specifici di trasferimento a disposizione delle autorità pubbliche. In assenza di clausole-tipo di protezione dei dati o di altre garanzie adeguate, si possono utilizzare alcune deroghe a determinate condizioni.

Per quanto riguarda invece i trasferimenti di dati dal Regno Unito al SEE, il governo britannico ha garantito il mantenimento della situazione attuale che prevede la libera circolazione dei dati personali tra le due realtà, anche in caso di Brexit senza un accordo specifico con il Continente.