Una delle maggiori incognite nell’archiviazione informatica dei dati è quella che il supporto scelto possa avere una vita limitata nel tempo, mettendo così a repentaglio la sopravvivenza dei dati stessi.
Se un paio d’anni fa è stato lanciato sul mercato l’M-disc, un disco ottico capace, a detta dei produttori, di durare migliaia di anni mantenendo inalterate le informazioni contenute al suo interno, è di questi giorni la notizia che un gruppo di ricercatori dell’Università di Twente, nei Paesi Bassi, sta lavorando al progetto di un hard disk in grado di durare un milione di anni, superando anche un’eventuale catastrofe mondiale e preservando indenni i dati al suo interno, che potrebbero costituire un’eredità fondamentale per la riorganizzazione dell’umanità.
L’hard disk progettato è costituito da uno strato di tungsteno immerso nel nitruro di silicio, ed è sul tungsteno che vengono incise delle informazioni sottoforma di un QR Code composto da pixel che sono a loro volta dei QR Code.
Il tungsteno ha infatti il pregio di resistere a temperature molto elevate, tant’è che l’hard disk è stato sottoposto dai ricercatori a una prova di calore e portato alla temperatura di 445° Kelvin per un’ora, uscendone indenne. Successivi esperimenti a temperature maggiori hanno invece provocato una perdita di dati, motivo per il quale Jeroen de Vries, capo dei ricercatori, prospetta un’ulteriore affinazione della ricerca, per fare in modo che il supporto riesca a resistere a temperature più alte, come quelle sprigionate da un incendio: ovviamente l’ideale sarebbe custodire questi dischi, prosegue Jeroen de Vries, in luoghi caratterizzati da grande stabilità ambientale, come ad esempio i siti per lo stoccaggio delle scorie nucleari.