Enrica Maio
Levate le ancore, il Patto per la Sanità Digitale, previsto dal “Patto per la salute 2014-2016”, dopo più di due anni, può finalmente lasciare gli ormeggi delle aule legislative e percorrere i mari che porteranno alla completa digitalizzazione del Sistema Sanitario Nazionale (SSN).
Il Patto per la Sanità Digitale è stato approvato il 24 giugno 2016 in Conferenza Stato-Regioni, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della Legge n. 131/2003, la quale prevede la possibilità per il Governo di promuovere, in sede di Conferenza Stato-Regioni, la stipula di intese dirette a favorire l’armonizzazione delle rispettive legislazioni o il raggiungimento di posizioni unitarie, nonché il conseguimento di obiettivi comuni.
Considerato lo sviluppo normativo in tema di digitalizzazione della sanità e della PA in generale e visto, pertanto, il D.Lgs. n.82/2005 recante il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), il piano di azione per lo sviluppo del Nuovo Sistema Sanitario Nazionale (NSIS), la Legge n. 326/2003 relativa all’istituzione del Sistema Tessera Sanitaria e della ricetta elettronica e anche la Legge n. 221/2012 recante le disposizioni in merito al Fascicolo sanitario elettronico e alla cartella clinica digitale, è stato ritenuto fondamentale trovare un’intesa per la governance del piano strategico individuata, appunto, nel Piano per la Sanità Digitale, al fine di regolamentare le modalità per la diffusione e l’impiego dell’innovazione digitale nell’ambito dei processi di cura e assistenza del cittadino.
Il Patto costituisce, pertanto, il piano strategico unitario e condiviso per il conseguimento degli obiettivi di efficienza, trasparenza e sostenibilità del SSN attraverso l’impiego sistematico dell’innovazione digitale in sanità, e individua non solo gli obiettivi da raggiungere, ma anche il processo da adottare, gli attori coinvolti, le priorità di azione, la governance e le attività previste.
L’innovazione digitale, come si legge nell’Atto di indirizzo per l’anno 2016 del Ministero della Salute, costituisce un fattore determinante per la realizzazione di nuovi modelli sia assistenziali che organizzativi. La digitalizzazione è una vera opportunità per il Paese e l’adozione di soluzioni ICT risulta essere fondamentale per il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’intero SSN.
Il Patto per la Sanità Digitale prevede la designazione di un Master Plan per la sanità elettronica e l’identificazione di possibili ambiti di attivazione di iniziative di partnership tra entità pubbliche e private, capaci di creare una strategia comune per finanziare progetti di digitalizzazione, tra i quali: soluzioni e servizi per la continuità assistenziale ospedale-territorio (PDTA), soluzioni di e-health come tele-consulto, tele-refertazione, tele-diagnosi, tele-montaggio, tele-medicina e integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Inoltre, è prevista l’istituzione di una “Cabina di Regia” per il raggiungimento degli obiettivi del Patto, formata da rappresentanti del Ministero della Salute, del Ministero dello Sviluppo economico, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, delle Regioni, dell’AgID, delle Agenzie (AIFA e Agenas) e delle categorie di stakeholder interessate.
Il piano di digitalizzazione della sanità rappresenta un grande contributo anche per il controllo della spesa pubblica; le parole chiave, infatti, sono efficienza ed efficacia, parole che nascondono due concetti fondamentali per lo sviluppo di un sistema ben funzionante e che, almeno in teoria, potrebbe far risparmiare molte risorse economiche alla res publica italiana. Efficienza del sistema ed efficacia dei servizi, quindi, si coniugano bene con la digitalizzazione; però, la digitalizzazione dei processi e la consequenziale semplificazione di questi ultimi porterà a ottimi risultati solo se i processi d’innovazione non saranno frammentari e saranno stanziate le risorse economiche necessarie a porre in essere tali progetti. Inoltre, la giusta importanza dovrà essere riconosciuta alle figure professionali che saranno chiamate a governare tali processi, in modo che la gestione dei dati, anche personali – particolarmente importante e delicata in ambito sanitario – sia progettata e gestita in modo corretto e competente.
Inoltre, come dichiarato dal Ministro della Salute, occorrerà predisporre una e-Health Information Strategy a livello nazionale, con regia unitaria del Ministero della Salute. Il Ministero già da tempo si è reso promotore di vari interventi volti allo sviluppo dell’e-Health a livello nazionale, come i sistemi di centri unici di prenotazione, il FSE, i certificati di malattia telematici, l’e-prescription, la dematerializzazione dei documenti sanitari, la telemedicina.
Per sfruttare al massimo le potenzialità del Piano in commento, sarà necessario porre in essere azioni che superino gli ostacoli di tipo economico (rapporto costi-benefici dei nuovi servizi), di tipo professionale (condivisione di responsabilità) e infine di tipo culturale (formazione e aggiornamento degli operatori sanitari).
Leggendo il documento, si evincono come molti possono essere i benefici non solo per l’intero Sistema Sanitario Nazionale, ma anche, e soprattutto, per i cittadini. Non resta che aspettare e vedere quali saranno i risultati raggiunti sul campo.